Don Erio Castellucci, anniversario speciale: dieci anni da vescovo
Il 3 giugno 2015 papa Francesco nominava l’allora parroco di San Giovanni Evangelista, a Forlì, arcivescovo di Modena-Nonantola per prendere il posto di monsignor Antonio Lanfranchi, morto il 17 febbraio di quell’anno. Dal 2020 è anche vescovo di Carpi
MODENA. Esattamente 10 anni fa, il 3 giugno 2015, papa Francesco nominava l’allora parroco di San Giovanni Evangelista a Forlì, don Erio Castellucci, arcivescovo di Modena-Nonantola per prendere il posto di monsignor Antonio Lanfranchi che era morto il 17 febbraio di quell’anno. Monsignor Castellucci sarà ordinato vescovo qualche mese dopo, il 12 settembre proprio nella natia Forlì, prima di entrare a Modena il giorno successivo.
Dal 2020 vescovo anche a Carpi
Don Erio, come lui stesso ha sempre voluto farsi chiamare, è quindi da dieci anni arcivescovo di Modena-Nonantola, e da quasi sei (prima come amministratore apostolico dal 26 giugno 2019, poi come vescovo dal 7 dicembre 2020) anche a Carpi, in seguito alla rinuncia di monsignor Francesco Cavina.
Dieci anni di episcopato
In questi dieci anni il vescovo romagnolo ha saputo farsi apprezzare e benvolere da tanti, potremmo forse dire da tutti: il carattere particolarmente mite, la simpatia mai banale e una grande capacità di sintonizzarsi nell’incontro e nel dialogo con gli interlocutori sono doti che gli vengono riconosciute e che danno il senso di un uomo, oltre che di un pastore, di grande spessore. In questi anni don Erio Castellucci ha dovuto affrontare anche non poche problematiche, legate al mondo ecclesiale ma più in generale alla vita delle comunità modenesi e carpigiane, che ne hanno mostrato sia la capacità di porsi in dialogo con tutti, facendosi tuttavia coinvolgere senza reticenze (il vescovo ha incontrato davvero moltissime realtà e persone anche di orientamento molto diverso tra loro), che una grande attenzione anche ai temi sociali e civili.
Le due diocesi e gli incarichi
Nei suoi anni da pastore delle due diocesi, che presto diventeranno una sola, ha affrontato la pandemia con gli effetti che sono stati evidenti anche nella comunità cristiana, e non pochi casi anche difficili da trattare, riguardanti il mondo ecclesiale. Nel frattempo è stato anche eletto vice presidente della Conferenza Episcopale Italiana e ricopre incarichi di grande responsabilità sia come consultore del Sinodo dei vescovi che come presidente del comitato nazionale del cammino sinodale. È stato anche rinviato a giudizio, nel novembre 2024, per vilipendio alla religione cattolica per il caso della mostra “Gratia plena” a Carpi, una accusa semplicemente inconsistente, tanto che lo scorso marzo il tribunale di Modena ha archiviato la denuncia senza procedere.
L’assemblea di fine anno pastorale
Questa sera, nel corso dell’assemblea di fine anno pastorale per Modena e Carpi, alle 19 nella parrocchia cittadina di Gesù Redentore, don Erio parlerà proprio dell’imminente unificazione ufficiale delle due diocesi, di cui diventerà primo arcivescovo proprio a ridosso dei dieci anni dall’arrivo a Modena, il prossimo settembre.
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