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Alla scoperta dell’agriturismo Feliceto a Fanano: dove la natura circonda tutto

di Maria Sofia Vitetta
Alla scoperta dell’agriturismo Feliceto a Fanano: dove la natura circonda tutto

L’agriturismo è immerso nella val di Lamola tra sentieri, gusti tradizionali e grande accoglienza

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FANANO. Lontano dal traffico della città, l’agriturismo Feliceto è una struttura nata con il desiderio di offrire ai suoi ospiti una tranquillità quasi fuori dal comune. «Basta uscire sulla soglia della porta per essere immersi nella natura» ed entrare a contatto con tutte le bellezze che la Val di Lamola ed i suoi dintorni offrono.

La storia
«Lo abbiamo rilevato tra il 2016 ed il 2017, in tribunale, da un fallimento. Noi gestivamo già un’attività simile, sull’altro versante, in Toscana, ma non era di nostra proprietà», racconta Nicola Lenzini, proprietario del Feliceto insieme alla moglie Barbara Ciuti. «Eravamo arrivati ad un punto in cui non potevamo più sviluppare niente. Siamo venuti a sapere per caso di questa struttura e ci siamo buttati molto sportivamente». L’agriturismo, situato «sul filo del rasoio dell’Appennino», al confine tra le due regioni, è posto sul versante emiliano, a 1200 metri.

Tradizione al centro
La struttura, risalente alla metà del '600, offre un’atmosfera perfetta per staccare la spina qualche giorno. «Abbiamo deciso di fare una ristrutturazione conservativa nella maggior parte degli ambienti. Ci si immerge in quella che era la vita» di un tempo. «D’inverno, le persone arrivano e non si fasciano la testa come succede in altre località, dove bisogna per forza fare qualcosa». In molti trascorrono il tempo nella sala ricreativa, sui divani, in compagnia di un buon libro. Alcuni si siedono davanti al camino, al calore del fuoco. A non mancare sono anche le occasioni per tutti coloro che vogliono svolgere attività all’aperto, nel suggestivo paesaggio innevato, portandosi le ciaspole o noleggiandole. «Un rifugio vicino a noi proporne lo sci alpinismo, non lo offriamo direttamente noi». L’agriturismo, che sfrutta la sua posizione isolata, propone volutamente esperienze alternative allo sci. Infatti, occorrono «minimo 40 minuti in macchina per arrivare al primo impianto». D'altra parte «si può sfruttare la vallata, disseminata di percorsi bellissimi in ogni stagione».

Immerso nella natura
Da non dimenticare, infatti, sono anche i mesi estivi. «Il periodo più suggestivo dell’anno è la primavera, sebbene si stia accorciando sempre di più». Quando la vegetazione rinasce, con tutte le sue fioriture, è un’esplosione di colori, odori e profumi. Se in pianura il termometro segna una temperatura di 38 gradi, «venire qui significa prendere una boccata d’aria». Tanti sono i sentieri ben tenuti e riconoscibili che si diramano nelle zone circostanti al Feliceto. «La via Romea Nonantolana e la via Francigena, molto vicine, sono entrambe raggiungibili. In 20 minuti a piedi si arriva al Capanno Tassoni e, in un’ora e mezza, si giunge ad un altro rifugio, quello del Lago Scaffaiolo», racconta Lenzini. «Gran parte dei nostri clienti sono sportivi», non per forza professionisti, ma «vengono per sfruttare il territorio. C’è chi va a camminare, chi si porta la bicicletta, chi il proprio cavallo». La struttura, infatti, dispone di 6 box e un paddock esterno per accogliere tutti i cavalli di coloro che giungono “in sella”. «Anni fa questo servizio lo offrivamo in Toscana ed era molto più richiesto, adesso è diventato di nicchia».

Il turismo
Non solo da Bologna e Modena, ma anche da Verona, Milano, Trento ed altre città del nord e del centro Italia giungono gruppi che occupano la struttura per svolgere, con i propri insegnanti, attività di yoga e meditazione nella “sala ottagonale”, uno spazio chiuso di oltre 90 metri quadrati. Grazie alle sue vetrate, anche nel periodo freddo è possibile mantenere un contatto diretto con la natura, pur rimanendo in una stanza riscaldata, come in una normale palestra. Nei mesi in cui il clima è più favorevole, vengono sfruttati gli ampi ambienti esterni. «Questa tipologia di turismo è molto positiva. I gruppi prenotano quasi un anno per l’altro. Sia brutto o bel tempo, vengono comunque», spiega il proprietario. Saltuariamente, «se il gruppo non occupa tutta la struttura, le altre persone che soggiornano nelle camere possono partecipare alle varie attività di yoga», soprattutto nel caso in cui vengano proposte di lezioni di base.


L’agriturismo dispone di otto stanze ed è aperto prevalentemente il fine settimana nel corso di tutto l’anno. «Trattandosi di una piccola struttura in ambito familiare non abbiamo il tempo e le persone necessarie» per offrire la possibilità agli ospiti di alloggiare sette giorni su sette.

Al Feliceto si portano in tavola proposte culinarie caratterizzate «dall’intromissione del toscano nella cucina emiliana», offrendo moltissimi prodotti di produzione propria. «Abbiamo pollame, conigli, oche, galline ovaiole. Una stalla ci fornisce il latte. Teniamo le nostre mucche da loro, andiamo a prendere il latte che ci serve, il resto lo usano per fare parmigiano reggiano». Partendo da queste materie prime freschissime «facciamo formaggi e salumi come natura vuole. Non abbiamo stagionature forzate in cella e non adoperiamo conservanti». Inoltre «usiamo un grano antico che cresce a questa altitudine per tutti i prodotti possibili, dai dolci alle paste». In caso ci siano posti disponibili, il fine settimana a pranzo è possibile mangiare su prenotazione. Di sera, invece, al fine di garantire maggiore tranquillità agli ospiti dell’agriturismo «cuciniamo solo per loro».

L’agriturismo Feliceto è un piccolo scrigno in una zona che, «sopra i mille metri, è un po’ abbandonata dagli enti. Ci vorrebbe un occhio di riguardo in più», conclude Nicola Lenzini, sottolineando la necessità di un ricambio generazionale. «Speriamo arrivi qualche amante di queste zone, qualcuno che capisca il bisogno di trovare dei giovani» che se ne prendano cura.l