Sanità, 700 in piazza a Fanano contro la riorganizzazione dell’Ausl: «Salvate il 118 dell’Appennino»
Emanuela Bazzani, referente del comitato “Salviamo il pronto soccorso in montagna”: «Ci hanno fornito dati falsi, vogliamo un confronto. La salute è un diritto»
FANANO. «La salute è un diritto» e «il medico del 118 è vita, non è un optional». Frasi chiare, dritte al punto, affisse sui cartelli che hanno riempito piazza Corsini venerdì 5 luglio. Circa 700 cittadini hanno aderito alla manifestazione in protesta contro la riorganizzazione promossa da Ausl nelle aree montane. L’aspetto che ha destato maggiori perplessità è il mancato rinnovo dal 1° luglio dei medici di emergenza territoriale (Met) che erano di stanza a Fanano e a Pievepelago, che intervenivano in supporto al 118.
La protesta
«Siamo scesi in piazza, uniti e bipartisan – dichiara Emanuela Bazzani, referente Comitato “Salviamo il pronto soccorso in montagna” – per chiedere con forza il ritorno del medico a bordo sui mezzi di soccorso a Fanano, postazione che copre anche Sestola e Montecreto. Ausl deve riaprire i tavoli per rivedere la decisione e aderire a un confronto vero e trasparente. Vogliamo un piano sostenibile per i cittadini della montagna. Sottolineiamo che non si tratta di una mera analisi dei numeri, qui si parla di persone, e i servizi salvavita esulano dal conteggio dei dati. Inoltre i dati riportati dall’Ausl si riferiscono agli esiti e non agli accessi. Potenzialmente ogni accesso può essere grave, quindi i dati sono falsi. I pericoli per la popolazione sono per gli interventi che necessitano tempestività, considerato che la nostra zona è molto estesa e impervia. L’equipe di soccorso deve essere completa, la letteratura sottolinea come gli interventi senza la presenza di un medico abbiano esiti percentualmente molto più negativi che quelli in cui è presente. Oggi eravamo più di 700, e da lunedì sarà possibile, presso la sede del Comune, continuare a sottoscrivere la petizione. Siamo pronti a recarci ai palazzi della Regione per rivedere questa riorganizzazione», conclude Bazzani.
Le motivazioni
Alla manifestazione era presente anche Roberto Pieralli, presidente regionale Snami Emilia Romagna: «È stata l’occasione per smentire tante inesattezze dichiarate dai dirigenti di Ausl. La prima riguarda i dati: affermano che il medico “met” di stanza a Fanano interveniva una volta ogni tre giorni, giustificando così il mancato rinnovo della convenzione. Così facendo Ausl ammette di avere violato il contratto dei medici, che impone di farli ruotare negli ambulatori vicini, di Vignola, Modena e Maranello. Inoltre, Ausl ha contato solo gli interventi del 118, senza considerare tutte le prestazioni dei medici del Cau svolte all’interno degli ambulatori: su questi dati siamo ancora in attesa di risposta da parte dell’Azienda. Ci siamo sentiti in obbligo di smentire un’altra falsità affermata dai vertici dell’Azienda, quella secondo cui gli infermieri sono più preparati del personale medico, ribadito solo per provare a tranquillizzare la popolazione», conclude Pieralli.l
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