Si uccide poche ore dopo la scomparsa del figlio, morto in un incidente nel torrente
L’albergatore Aurelio Marchioni non ha retto alla scomparsa del suo Fabio. Si è gettato dal ponte nello stesso torrente. Choc a Sestola: tre giorni di lutto cittadino, annullata la notte bianca
SESTOLA. Sestola Non si vedranno più i suoi occhi profondi, non si sentirà più la sua voce gentile. Non si incontreranno più i suoi modi sempre affabili, e la sua capacità di ascoltare. Aurelio Marchioni non ha retto al dolore della perdita del figlio Fabio, e si è tolto la vita poche ore dopo gettandosi da un ponte nello stesso torrente dove è stato trovato lui privo di vita, a poche centinaia di metri.
Il riconoscimento
Il titolare del noto Hotel del Corso, in centro a Sestola, 67 anni, era accorso martedì pomeriggio sul torrente Dardagna quando gli avevano comunicato il tragico ritrovamento del figlio Fabio, 36 anni, morto dopo un tuffo dalle cascate: era finito in un punto poco profondo, e aveva picchiato la testa contro una roccia. Aurelio, che aveva provato più volte a telefonargli invano, era corso lì incredulo. Ma si è scontrato con l’atroce verità, e ha fatto il riconoscimento del cadavere. Dopo si è allontanato tenendo al guinzaglio il cane che il figlio aveva portato con sé al torrente. Tutti pensavano che l’avrebbe portato a casa. Invece a casa non è mai arrivato.
La disperazione
A sera, non vedendolo rientrare, la moglie da dato l’allarme, i carabinieri l’hanno cercato assieme a degli amici del figlio, ma invano. Ha trascorso tutta la notte fuori casa, solo nel suo dolore straziante: era legatissimo al figlio, che era ormai la sua spalla nella gestione dell’albergo. Anni fa aveva perso tragicamente una figlia, ancora bambina, morta per congestione durante un bagno in vasca. Il nuovo dolore è stato insopportabile.
Ieri mattina alle 6, appena c’è stata luce, le ricerche sono riprese assieme ai vigili del fuoco. La sua macchina è stata avvistata verso le 8 a Fanano sulla Porrettana (la Sp 324) a lato del ponte sul torrente Leo, che raccoglie le acque del Dardagna. Suo figlio era morto poco più sopra. Il corpo di Aurelio è stato rinvenuto sulle rocce a fianco del corso d’acqua, dopo un salto di una decina di metri. Era morto da tempo, nessuna possibilità di soccorso. Dopo gli accertamenti dei carabinieri sulla dinamica (suicidio), la salma è stata recuperata dalle onoranze e condotta a Modena in Medicina legale, poche ore dopo quella del figlio. Il cane era nella macchina: stava bene, ed è stato affidato ai parenti.
Uno strazio la comunicazione dell’accaduto a Brunella, la moglie di Aurelio dedita alla cucina dell’hotel. E a suo figlio Marco, che vive a Firenze ed era arrivato nella serata già sconvolto dalla tragedia del fratello.
Ma l’accaduto è stato uno choc per tutta Sestola, e non solo: la famiglia Marchioni è sempre stata amata e stimata, l’hotel è una realtà storica del centro. Il sindaco Fabio Magnani, in accordo col Consiglio comunale e Sestola Milleventi, ha subito proclamato tre giorni di lutto cittadino, annullando tutti gli eventi del weekend, inclusa la Notte Blu di sabato. «Ci stringiamo al dolore della famiglia e dei cari – sottolinea – certi della comprensione di tutti».
Il figlio
Dagli accertamenti condotti ieri si è appreso di più sulla morte del figlio Fabio, dovuta senza dubbio a incidente, senza alcun proposito suicida. Il giovane aveva deciso di fare un’escursione, e per questo si era portato dietro il cane. Poi aveva pensato di rinfrescarsi un po’ con un tuffo nel torrente: i suoi vestiti sono stati trovati accanto allo zaino che aveva lasciato a riva. Non aveva nessuna volontà di farla finita, altrimenti si sarebbe buttato con gli indumenti, e non avrebbe preso con sé il cane. È stato tremendamente sfortunato nella scelta del punto in cui gettarsi nelle acque, che era troppo poco profondo.