Carpi revoca la cittadinanza onoraria al duce Benito Mussolini: «Era una scelta doverosa»
Approvata in Consiglio comunale la proposta di De Rosa di Forza Italia: è ufficiale la revoca
CARPI. L’accordo era già stato raggiunto, poi, giovedì sera, nelle aule di Palazzo Scacchetti, è arrivata l’ufficialità. Il consiglio comunale di Carpi ha approvato la revoca della cittadinanza onoraria conferita a Benito Mussolini in piena epoca fascista, l’11 maggio 1924.
In consiglio comunale
Nella seduta di giovedì sera, infatti, l’assemblea consiliare ha approvato la richiesta contenuta nella mozione presentata dal consigliere di Forza Italia Michele De Rosa con il voto a favore, oltre che del proponente, di Partito Democratico, AVS e Carpi a Colori. Carpi Civica, Lega Carpi e Fratelli d'Italia non hanno partecipato al voto.
Nel documento di De Rosa si ricorda che Mussolini è stato il capo del regime fascista, il responsabile della soppressione delle libertà civili, politiche e sociali, di assassini e torture di matrice etnica e politica, colui che ha reso l’Italia triste protagonista della Seconda guerra mondiale a fianco della Germania nazista. La revoca della cittadinanza onoraria a Benito Mussolini sarà esecutiva con una successiva delibera che dovrà essere votata dal consiglio comunale.
Le parole di De Rosa
«Devo ammettere tutto il mio stupore rispetto al clamore che si è creato intorno da quando questa mozione è stata depositata, come se il giudizio negativo su Mussolini fosse proprietà esclusiva di una sola parte politica – ha commentato proprio De Rosa – E ricordo ancora, per l’ennesima volta, che il partito che orgogliosamente rappresento, è anch’esso figlio di una parte delle forze politiche democratiche che hanno combattuto il fascismo; i partigiani erano di diverse estrazioni politiche che insieme alle forze alleate liberarono il nostro paese dall’oppressione del regime fascista. Lasciare nei registri del nostro comune la cittadinanza onoraria a Benito Mussolini sarebbe un insulto alla memoria di tutte le vittime di cui si è reso complice il suo regime, per mezzo delle leggi razziali, di persecuzioni, carcerazioni, deportazioni, uccisioni, non solo nei confronti degli ebrei, ma anche contro tutti coloro che si opposero al regime. La cittadinanza onoraria conferita a Benito Mussolini è assolutamente incompatibile con la nostra Carta costituzionale repubblicana, fondata su valori di uguaglianza, solidarietà e libertà nell’esercizio di diritti civili, sociali, politici, economici, della dignità sociale di tutti i cittadini senza distinzione di sesso, razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche e di condizioni personali e sociali».
L'attacco a Fdi
Non sono mancati gli attacchi – che De Rosa ha definito «poco carini e poco istituzionali» – da parte di Fratelli d’Italia: «Ricordo che Forza Italia non ha dubbi su questa mozione e sulla linea adottata dall’inizio del mandato e trovo alquanto ridicolo che proprio Fratelli D’Italia dica che ci siano “questioni più urgenti di cui parlare”. Pur essendo dispiaciuto della loro posizione che però si commenta da sola, sono molto contento visto che la mozione di Forza Italia darà impulso alla delibera di Giunta successiva che verrà sicuramente approvata essendo determinante proprio il mio voto, che di certo sarà lo stesso».
I dem
Sul tema è intervenuto anche il gruppo consigliare del Partito Democratico di Carpi: «La proposta della revoca della cittadinanza coglie un’intenzione che come Pd condividiamo e sosteniamo da tempo con convinzione. Ovvero che l'antifascismo, l'affermazione dei valori democratici vanno ben oltre le appartenenze politiche e devono parlare a tutti i componenti di un consesso che si riconosce nella libertà e nella Repubblica. Il percorso per rimuovere questa benemerenza era stato avviato già nel 2022, su impulso del nostro gruppo e sappiamo bene che si tratta di un gesto simbolico. Ma la politica, e soprattutto le istituzioni, hanno bisogno anche di simboli che parlino al presente. Non si tratta di riscrivere la storia, ma di leggerla per quella che è: la cittadinanza fu conferita nel 1924 da un consiglio interamente composto da fascisti, in un clima di violenze e intimidazioni. Non fu una scelta libera di un’assemblea rappresentativa, ma l’imposizione di un regime autoritario. È anche per questo che revocarla oggi significa restituire dignità a questa istituzione, che oggi rappresentiamo».