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La tattica

«Vai in banca e salva i soldi». Ma è una truffa da 50mila euro

Ginevramaria Bianchi
«Vai in banca e salva i soldi». Ma è una truffa da 50mila euro

Il pensionato è stato avvisato dagli addetti della filiale ed è riuscito ad evitare che il proprio conto corrente venisse svuotato

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MODENA. Era un mercoledì qualunque per Arturo Ghinelli, 75enne modenese. Almeno fino a quando, di prima mattina, il suo telefono ha iniziato a squillare con insistenza. Il dettaglio che ha fatto la differenza, e che avrebbe potuto trarre in inganno chiunque, era il nome che compariva sul display: “Bancomat”.

L’inganno
«Ho risposto – racconta Ghinelli –. Dall’altra parte mi hanno detto che c’erano delle irregolarità, e che dopo alcuni prelievi col bancomat risultavano dei movimenti sospetti sul mio conto corrente bancario, e che c’erano dei dubbi che potesse essere coinvolto qualcuno interno alla banca, insomma un addetto infedele». La conversazione è andata avanti diversi minuti. I toni non erano mai minacciosi, ma “decisi”, “studiati”. A un certo punto l’uomo al telefono ha avanzato una richiesta precisa: effettuare un bonifico istantaneo – e quindi irrevocabile – da 49.900 euro su un conto che gli avrebbero comunicato loro, un Iban italiano, apparentemente regolare.
«La cifra precisa era quella – conferma Ghinelli –. Dicevano che il bonifico doveva essere istantaneo, perché serviva a creare un altro conto sicuro, su cui trasferire tutto per toglierlo dai truffatori». Un paradosso, visto che i truffatori erano proprio loro.

Svelato l’inganno
A quel punto Ghinelli, ancora convinto che la faccenda potesse essere reale, ha deciso di non fare tutto da solo: si è presentato direttamente allo sportello della sua filiale. È lì che il piano è saltato: il personale, insospettito dalla natura dell’operazione, dalla cifra elevata, e da episodi simili di truffe già avvenuti in passato – e riuscite in almeno altre due occasioni nel Modenese a volte anche riuscite ha subito avvisato Ghinelli. «Mi hanno detto chiaramente: è una truffa, ne hanno parlato anche i giornali mesi fa. Stia attento. E io, a quel punto, mi sono fermato – prosegue il racconto –. Sono tornato a casa e ho provato a dimenticare tutta quella faccenda. Ma quei delinquenti hanno continuato a chiamarmi anche dopo, il giorno successivo, parecchie di volte. Fortunatamente non ho più risposto».

Un metodo collaudato
Il metodo utilizzato dai truffatori è ben conosciuto, a Modena ormai ci sono già stati diversi casi. Il più famoso era stato proprio a febbraio, quando un cliente Bper ci ha rimesso ben 100 mila euro. «Sanno che con noi anziani è più facile – riflette Ghinelli –. Soprattutto d’estate è possibile che i nostri figli o nipoti siano lontani, e quando ti chiamano così non sempre hai qualcuno a cui chiedere consiglio al volo. E quindi ti fai fregare». Nel suo caso, il consiglio giusto è arrivato dagli sportellisti della banca. Nessun bonifico è partito, i soldi sono rimasti al sicuro, e il tentativo è stato segnalato alle autorità. «Senza quel consiglio oggi non avrei più i miei soldi – chiude il 75enne . Bisogna stare molto accorti».

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