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I consigli della dermatologa per l’estate: «Attenzione a bimbi e lavoratori, ecco come proteggersi dal caldo»

di Maria Vittoria Scaglioni
I consigli della dermatologa per l’estate: «Attenzione a bimbi e lavoratori, ecco come proteggersi dal caldo»

Il vademecum della professoressa di Dermatologia Farnetani per la spiaggia e per chi opera all’esterno

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MODENA. Francesca Farnetani, professoressa associata di dermatologia Unimore-Aou, fornisce alcune regole generali per proteggere la nostra pelle durante il periodo estivo, in tutti i casi di esposizione, che sia al mare o in montagna.

Le regole
«È fondamentale usare un prodotto con fattore di protezione solare di almeno 50, da applicare ogni due ore. Attenzione alle cosiddette “zone dimenticate”, come le orecchie e la parte retronucale, soprattutto per le donne quando alzano i capelli e fanno la coda, o il palmo delle mani e dei piedi. In commercio esistono prodotti in diverse formulazioni: creme, spray, lozioni. Ognuno può scegliere quella che preferisce, io consiglio agli uomini lo spray perché evita che la crema venga assorbita dalla peluria, mentre in volto meglio le formulazioni in crema. Ci sono poi formulazioni specifiche per le donne che associano alla protezione solare fattori anti-age, e anche questo ben venga».

Per adulti e bambini vale la regola delle tre P: “preparare”, “proteggere” e “prolungare”. Il protettore solare va infatti applicato circa 20-30 minuti prima dell’esposizione, in modo da “preparare” la pelle. Se ci si trova al mare lo si può apporre già quando si è in camera, poco prima di recarsi in spiaggia, in modo da favorire l’assorbimento. Si deve poi ripetere l’applicazione ogni due ore, con maggiore frequenza per chi fa diversi bagni o docce. È vero che esistono prodotti “water-resistant”, ma non lo sono mai al 100% e la protezione viene inevitabilmente ridotta.

I consigli
Molti sono i miti da sfatare: «Innanzitutto l’abbronzatura, e quindi fare lampade in vista dell’esposizione, non costituisce una protezione, anzi un recente studio ha dimostrato che sarebbe equivalente a una protezione 4. Inoltre preciso che la produzione di vitamina D non viene alterata dall’applicazione di un protettore solare sulla pelle, tenendo conto tra l’altro che per la produzione fisiologica di vitamina D al nostro corpo bastano venti minuti di sole tre volte alla settimana».

La pelle dei bambini, più delicata e più sottile, richiede una cura specifica: «Prima dei sei mesi consiglio di fare attenzione all’esposizione solare diretta. Meglio tenere il bambino all’ombra e quando viene portato in acqua usare cappellino e protezioni, perché a quell’età la pelle è veramente molto a rischio. Quest’attenzione va mantenuta anche in seguito, con protezioni solari adatte ai bambini, che sono più ipoallergeniche, prive di profumazioni, con filtri più potenti. Ultimamente sono entrati in commercio anche indumenti con filtri anti UV, come magliette e canottiere, molto indicate per i più piccoli soprattutto nei primi giorni di esposizione, quando la pelle è ancora molto chiara».

Chi è più a rischio
A volte si sottovalutano i rischi. Capita, soprattutto ai giovani, di andare al mare e di tornare con la classica scottatura estiva. Ma per la pelle è un vero trauma e sono proprio i ragazzi e le ragazze le persone più a rischio. «La pelle ha una memoria. La scottatura crea un problema nell’immediato che va risolto, provvedendo con creme molto emollienti e, in casi gravi, cortisoniche. Ciò non basta, perché scottature frequenti sono un fattore di rischio sia per invecchiamento cutaneo che per tumori cutanei. Si è notato recentemente, grazie a diversi studi, che le ustioni subite in età giovane e adolescenza sono ancora più dannose di quelle sofferte da adulti e che aumentano in particolare le probabilità di contrarre alcuni tipi di melanoma. Ecco perché è ancora più importante proteggersi in quel periodo della vita».

Una considerazione urgente va fatta per i lavoratori esposti al sole: «I lavoratori “outdoor”, che lavorano all’esterno, dovrebbero avere protezioni solari come presidi, ma per ora non è previsto che vengano fornite dal datore di lavoro. Si spera prima o poi di arrivare anche a questo, come vale ad esempio per le scarpe antinfortunistiche. Nel frattempo consiglio l’uso delle protezioni solari e del cappellino, per difendere il viso. La fotoprotezione è raccomandata perché l’esposizione solare cronica, ancor più di quella intermittente, ossia di chi va al mare o passa più tempo all’aperto soltanto in estate, è un grosso fattore di rischio a breve e a lungo termine».