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Il problema

Dazi, l’aceto balsamico di Modena trema: «Necessaria una trattativa decisa tra Ue e Usa»

di Giovanni Medici

	Cesare Mazzetti, presidente di Acetum Cavezzo
Cesare Mazzetti, presidente di Acetum Cavezzo

Cesare Mazzetti, presidente di Acetum Cavezzo e del Consorzio per la tutela dell’ “oro nero”: «Passare dal 10% al 30% ci crea molte preoccupazioni. Supermercati e clienti non accetteranno di accollarsi gli aumenti di prezzo»

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MODENA. Uno dei prodotti modenesi più esportati negli Usa è senza dubbio l’aceto balsamico. Acetum di Cavezzo, 150 milioni di fatturato, 250 dipendenti e 25 milioni di litri di produzione annuale di Balsamico di Modena Igp, realizza oltre un quarto del suo giro d’affari oltreoceano, per la precisione il 27%.

Le preoccupazioni

«Passare da un dazio del 10% ad uno del 30% – spiega Cesare Mazzetti, presidente dal 1991 dell’azienda – ci crea molte preoccupazioni. I supermercati Usa dove vendiamo i prodotti del nostro marchio Mazzetti l’Originale e gli stessi distributori non accetteranno certo di accollarsi questi aumenti, che andranno dal 25 al 35%, e non vorranno certo farlo i clienti. Noi siamo stati tra i primi produttori italiani ad esportare il Balsamico in Usa, quasi cinquant’anni fa».

La rete di vendita

I prodotti dell’azienda di Cavezzo trovano i maggiori estimatori sulle due coste degli States, così come a Chicago e in Texas. «Sono le zone più ricche, il nostro non è un bene primario ed è un simbolo della cucina italiana che riscuote più successo dove ci sono redditi più alti. In New Jersey abbiamo anche una filiale. Vendiamo con il nostro marchio, ma anche con quello del distributore, come private label. In Usa attuano una segmentazione del mercato e anche un prodotto come il nostro, di alta gamma, viene venduto con il nome della catena o del negozio».

La richiesta all’Ue

Resta da chiedersi cosa può fare una singola impresa esportatrice negli Stati Uniti in un frangente come quella che si paventa di qui a pochi giorni. Il primo agosto infatti si avvicina. «L’Italia come paese credo possa fare ben poco. Piuttosto mi aspetto che l’Unione europea porti avanti con gli Usa una trattativa più decisa. Per ora – continua Mazzetti – ci hanno imposto il 10% e gli abbiamo concesso di diminuire la tassazione sul fatturato delle Big tech dello stesso ammontare. La lettera poi con cui il presidente Trump ha motivato questi prossimi provvedimenti l’ho trovata molto offensiva».

Chi è Mazzetti

Cesare Mazzetti è anche da qualche mese presidente del Consorzio tutela aceto balsamico di Modena. Già presidente del Consorzio al momento dell’ottenimento del riconoscimento della Igp per l’Aceto balsamico di Modena, nonché vicepresidente di questo organismo negli ultimi due mandati di Mariangela Grosoli, è anche presidente di Fondazione Qualivita, attiva nella valorizzazione del settore dei prodotti Dop, Igp, Stg agroalimentari e vitivinicoli.

Gli altri mercati

Gli chiediamo infine se esista un possibile “piano B” contro i prossimi dazi di Trump. «Da tempo ci dicono che in Cina ci sono 100 milioni di milionari e che anche in India ci sarebbero grandi spazi per i nostri prodotti. Per ora però – conclude il presidente di Acetum, dal 2017 controllata dall’inglese Abf - da questi mercati non arrivano grandi soddisfazioni e forse ci vorrà molto tempo. Certo, il Balsamico può invecchiare nelle botti, ma minori vendite in Usa a breve possono certamente significare difficoltà per l’occupazione, anche per noi. E comunque ricordo che su quello che esportiamo un terzo del valore è prodotto qui ma due terzi proprio negli Usa, dunque i dazi sono una scelta negativa proprio per coloro che li mettono».

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