Sassuolo, il ricreatorio San Francesco è stato ceduto a un privato
Il complesso di costruzioni acquistato da un imprenditore: a giorni l’ufficialità
SASSUOLO. Il ricreatorio San Francesco, il complesso di costruzioni (campo sportivo, cinema, succursale del tecnico “Elsa Morante”, bar, campo giochi per i bambini) , tutto racchiuso nella semplice dicitura “San”, è stato acquistato da un imprenditore sassolese. Dal passaggio di proprietà, dai frati minori cappuccini all’acquirente, è stata esclusa la chiesa di Sant’Antonio di Padova e due pertinenze restrostanti (ad oggi della diocesi di Reggio Emilia).
La storia recente
In attesa dell’ufficializzazione, che dovrebbe avvenire a giorni, alcuni passaggi degli ultimi 13 anni. Fu proprio nel 2012 che i frati, che avevano retto per decenni l’area, contribuendo alla crescita di migliaia di giovani sassolesi, nello sport e nella vita, decisero e concordarono una donazione globale del complesso alla diocesi di Reggio Emilia (che accettò) per un diritto di superficie di 30 anni. Meno di 10 anni dopo, nel 2021 la diocesi decise di restituire in grosso anticipo il tutto (tranne la chiesa e la canonica). Da allora è passato quasi un lustro ed i frati hanno gestito il complesso con la provincia di Modena (che ha in carico ed in affitto i locali della succursale dell’Elsa Morante, istituto in crescita e quindi introito assicurato), con alcuni privati (un paio di appartamenti) e la società sportiva Sanmichelese (che del campetto ne ha fatto una “dependance” per alcune squadre giovanili).
Cosa nascerà
Tornando all’attualità possiamo anticipare quali sono state le intenzioni di chi ha visto nella “San” una opportunità di legame col territorio. Perché per tuffarsi in una operazione del genere ci vuole sensibilità e attenzione per la propria città (non speculazione, non attesa del PUG per sacrificare il campo sportivo, ad esempio, e poi costruirci decine di appartamenti); riqualificare “veramente” l’area, rendendola viva, a cominciare dal cinema e dal bar, da troppo tempo chiusi al pubblico sassolese, nostalgico e non.
I prossimi giorni
Nei prossimi giorni dovrebbe arrivare l’ufficializzazione di una operazione che, aldilà della riqualificazione vera e propria, se nulla dovesse mettersi di traverso, potrebbe portare i sassolesi coi capelli grigi a respirare nuovamente l’aria di un ricreatorio che ha fatto la storia del dopoguerra in termini calcistici (sfornando campioni che hanno vinto scudetti e vestito maglie gloriose di squadre di primo livello in serie A) , sfornando, soprattutto, “persone” che poi, in diverse direzioni, hanno portato avanti gli insegnamenti di frati che, loro sì, sono entrati nella memoria e nella storia sassolese, come padre Remo, padre Eugenio, padre Sebastiano, solo per fare alcuni nomi di coloro che hanno forgiato centinaia di sassolesi sulla via del bene. l