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Scritta choc sul muro, il Comune di Fiorano la fa subito cancellare: «Denunciamo»

di Manuel Marinelli

	La scritta choc sul muro del sottopasso
La scritta choc sul muro del sottopasso

Comparsa nel sottopasso di Spezzano tra il bocciodromo e il centro sportivo, il sindaco Biagini: «Una cosa inguardabile, danno di immagine per la città ed episodio che lede tutta la comunità»

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FIORANO. “Fratelli musulmani, stuprate le donne bianche”. Questa la frase choc apparsa nelle scorse ore a Spezzano, sul muro del sottopasso nella zona tra il bocciodromo e il centro sportivo.

Scritta subito cancellata

Una provocazione, forse una goliardata nelle intenzioni di chi, bomboletta alla mano, ha imbrattato il muro. Ma che tanto goliardata non è, vista la delicatezza di un tema, quello delle violenze sessuali, che, specie nella nostra provincia, è purtroppo salito agli onori della cronaca con diversi episodi. Immediato l’intervento dell’amministrazione comunale di Fiorano, che già nel pomeriggio di martedì ha provveduto a far sparire tutto.

La rabbia del sindaco

«L’abbiamo eliminata appena possibile – spiega il sindaco Marco Biagini – Una cosa inguardabile, non saprei trovare un’altra frase. Siamo già in contatto con le forze dell’ordine, che ci hanno consigliato di coprire il prima possibile la scritta, cosa che abbiamo fatto subito. Stiamo valutando di sporgere denuncia contro ignoti: questo è un danno di immagine per Fiorano, Spezzano e tutti i suoi abitanti. Teniamo monitorata la situazione auspicando sia un caso isolato e non spuntino altre scritte del genere. Nel sottopasso pedonale non ci sono telecamere di videosorveglianza, che sono presenti solo più avanti verso gli impianti sportivi. Per cui sarà difficile risalire al colpevole». Una zona, quella dove si trova il sottopasso «che non ha problemi di sicurezza o di ordine pubblico. Un quartiere residenziale accogliente e tranquillo. Faremo il possibile per controllare la zona ed evitare che succeda di nuovo. Episodi come questi ledono la nostra comunità» conclude Biagini.

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