La rabbia di un’influencer: «Bicchiere d’acqua a 50 cent in un bar a Modena, mai successo a Roma»
Il video di Ludovica Ledger è già virale e si scatena il dibattito. Confesercenti: «Giusto così, si paga il servizio»
MODENA. È bastato un bicchiere d’acqua per scatenare un putiferio. “Mezzo euro di troppo”, secondo qualcuno. “Il giusto prezzo per un servizio”, secondo altri. Ed è così che un video su TikTok di pochi minuti è diventato miccia accesa per una polemica nazionale, con accuse, chiarimenti, prese di posizione e un’Italia ancora una volta divisa: tra Nord e Sud, tra abitudine e principio, tra cortesia e commercio.
La scena è già virale
Protagonista della vicenda è Ludovica Ledger, influencer romana trapiantata a Modena, che racconta ai suoi 50mila follower una scena apparentemente quotidiana, ma diventata virale (quasi mezzo milione di visualizzazioni): «Ragazzi, sono appena rientrata a casa e volevo discutere con voi una roba che mi è successa al bar – inizia –. Come ogni mattina mi sono recata al mio bar di fiducia. Io, al momento, vivo a Modena, giusto per darvi un attimo un contesto. E prendo quindi il mio solito cappuccino d'avena», racconta Ludovica, spiegando di aver sempre pagato 2 euro per quella consumazione. Ma qualcosa cambia quel giorno: «Bevo il mio cappuccino, mi reco alla cassa per pagare con due euro, e ho l'ardire di chiedere un bicchiere d'acqua». La barista domanda se lo vuole piccolo o un po’ più grande. Lei, assetata, opta per il secondo. Totale da pagare: 2,50 euro.
«Forse vivo in un altro pianeta»
«Mi direte voi, ma il cappuccino non costava due euro? Ragazzi, 50 cent per il bicchiere minerale. Cioè: 50 cent per un bicchiere d’acqua. Ora, io forse vivo in un altro pianeta, ma sono romana e non ho mai pagato un bicchiere d’acqua in vita mia», afferma mostrando incredula lo scontrino. Nei commenti c’è chi si indigna con lei, chi difende il bar, chi le dice che si lamenta per nulla, chi invece rilancia con casi simili. Travolta dalle critiche, l’influencer pubblica un secondo video per chiarire. «Allora: questione bicchiere d'acqua – chiosa –. Ragazzi, forse io non mi sono spiegata. Non ho mai detto che voglio che al bar mi regalino le cose. Io ho semplicemente detto che ho chiesto un bicchiere d'acqua al bar e che, nella mia testa, era automatico ricevere un bicchiere d'acqua di rubinetto. A Roma, da dove io vengo, quando chiedo l’acqua è gratis. Non ho mai pagato un bicchiere d'acqua. Punto». Per Ludovica non si tratta quindi di una polemica economica, ma culturale. Una differenza di abitudini tra città, tra aspettative diverse.
Confesercenti: «Pagato il servizio»
Daniele Cavazza, presidente Confesercenti Modena, ha chiarito la posizione dei gestori: «Noi stiamo dalla parte dei pubblici esercizi, chiaramente. Da Roma in su l’acqua si paga. Il bicchierino d’acqua liscia o gassata col caffè molti lo fanno direttamente in caffetteria perché fa parte dell’esperienza del caffè, ed è gratuito. Per bere è un altro discorso: se ti devi dissetare è un’altra cosa: è un servizio, come il caffè e la Coca-Cola». E ancora: «Capita anche che qualcuno chieda se si vuole acqua di rubinetto o acqua di bottiglia. Il rubinetto, di solito, non si fa pagare – continua Cavazza –. Ma dietro quei 50 centesimi c’è acqua di qualità, tenuta al fresco, e c’è chi te la serve, che va pagato. Chiudo permettendomi di dire che una bottiglietta d’acqua a Roma costa più di 4 euro se la voglio fresca in un alimentari. Quindi i conti tornano, e non è che a Modena spennino».
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