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«Rilancio del ricreatorio San Francesco a Sassuolo? Speriamo anche in un cinema»

di Alfonso Scibona
«Rilancio del ricreatorio San Francesco a Sassuolo? Speriamo anche in un cinema»

L’ex attaccante dell’Inter Cesati: «Un simbolo per la città»

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SASSUOLO. «Quando esco o rientro a casa, visto che abito a due passi dal ricreatorio San Francesco, mi si stringe il cuore. Un’emozione forte nel vedere lo stato di pseudo abbandono nel quale tutta l'area si trova. Ho saputo che adesso passa di mano e che chi lo ha acquistato ha buoni progetti per rilanciarlo e questo mi riempie di gioia».

A parlare così è Roberto Cesati, “nato” calcisticamente proprio nel ricreatorio degli Anni Settanta, prima di spiccare il volo, ancora Under 18, all'Inter, dove rimase fino al 1976. Cesati, che ha dei trascorsi anche come allenatore del Sassuolo a metà degli Anni Novanta, è stato pure dirigente del Modena calcio fino al 2021.

La riflessione
«Se posso essere sincero – aggiunge l'ex attaccante nerazzurro – sono il più contento del mondo, di questa novità, visto che per me la “San” è stato un simbolo di Sassuolo. Spero anche nel rilancio del bar, per farne un centro di aggregazione quotidiano e del cinema, che di queste dimensioni manca anche all'intera città, soprattutto per quello che vi si potrebbe organizzare».

Il cinema San Francesco ha “abdicato” da tanti anni alla sua funzione ma, ai giorni nostri, potrebbe avere una funzione complementare al teatro Carani, per spettacoli, oltre ai film (ricordiamo che la capienza ultima era vicina ai 200 posti), per rassegne dialettali, già tenute, sala conferenze ed altro, quando non si prevedono oltre 200 presenze e, comunque, meno di quelle 400 che vi sono nella platea del Carani.

Il ricordo
Un altro amarcord arriva da un altro “figlio adottivo” della “san”, Giorgio Barbieri, meglio conosciuto con l'appellativo di “Coccheri”.

«Sono cresciuto davvero sotto l'ala dei frati – dice Barbieri, in passato anche assessore allo sport di Sassuolo – e con loro, con Cesati, con Giancarlo Corradini, grande difensore scudettato col Napoli di Maradona, ed altri ancora, abbiamo avuto da essi, in particolare da padre Sebastiano, una formazione morale e sportiva. Certo, ognuno ha poi preso la sua strada, in primis Cesati e Corradini, ma anch'io, dal punto di vista calcistico, ho girato l'Italia, giocando anche a Carpi e Treviso. Il ricreatorio mi è sempre rimasto nel cuore, in particolare padre Sebastiano, che da un paio d'anni dopo la sua scomparsa, avvenuta alla fine del 2019, cerco di ricordare con l'aiuto dei “Veterani dello sport” di Sassuolo, associazione della quale sono presidente. Sapere che la nostra mitica “San” potrà tornare a vivere nella sua essenza storica, grazie all'acquisto di un imprenditore sassolese è un'emozione che mi ha riempito il cuore dal primo momento che l'ho letto sulla Gazzetta. Spero che si prendano in considerazione tutte le potenzialità possibili, dal bar al cinema, alla scuola ma, soprattutto, il campo, vero cuore del ricreatorio».