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Il lutto

Morto Benedetto Consorti, l’ultimo sarto di Carpi: «Un uomo d’altri tempi»

di Lara Lugli
Morto Benedetto Consorti, l’ultimo sarto di Carpi: «Un uomo d’altri tempi»

Originario di San Benedetto del Tronto, l’amore per Maria Vaccari lo portò nel 1959 nella città dei Pio, dove aprì il suo atelier e iniziò una lunga storia di eleganza e professionalità. Il ricordo della nipote Chiara: «Ha lavorato fino all’ultimo»

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CARPI. Si è spento domenica, a 91 anni, Benedetto Consorti, l’ultimo sarto di Carpi. Maestro accademico, titolo conferitogli dall’Accademia Nazionale dei Sartori di Roma negli anni ’90, Consorti ha rappresentato per decenni un esempio di instancabile dedizione al lavoro e di frizzante personalità, capace di lasciare un segno indelebile nella comunità carpigiana.

La storia di Benedetto Consorti

Originario di San Benedetto del Tronto, quarto di cinque figli, aveva conosciuto fin da bambino la durezza della vita. Rimasto orfano di padre nel 1939, a soli 5 anni, fu la madre Regina a indirizzarlo verso l’arte sartoriale. A 14 anni cominciò a imparare il mestiere nella bottega di un artigiano della sua città. Dopo il servizio militare, si trasferì a Bologna per perfezionarsi e iniziare una carriera più ambiziosa, fino a quando, nel 1959, l’amore per Maria Vaccari lo portò a Carpi, dove aprì il suo atelier e iniziò una lunga storia di eleganza e professionalità. Collaborò con un celebre sarto locale, per poi mettersi in proprio e conquistare riconoscimenti in tutta Italia: sfilate al Parco dei Principi di Roma, a Sanremo, «persino due abiti inviati fino a Berlino, perché lui, uomo di terra e mare, non prese mai un aereo» racconta Chiara, la nipote.

Uomo brillante e lavoratore instancabile

«Anche a livello internazionale ha saputo portare un po’ di sé e della sua idea di eleganza, vivendo sempre la professione con dedizione, costanza e onestà: è questo il suo lascito. Non era uno che sgomitava, ma piuttosto un maratoneta nella sua professione». Anche negli ultimi tempi, la sua bottega restava al centro delle sue abitudini. La mattina del 13 giugno, giorno in cui fu colpito dal primo ictus, si trovava tra stoffe e misure, come ogni mattina da oltre 70 anni. Consorti ha vestito generazioni di carpigiani, comprese le personalità più illustri, e nel 2024, in occasione dei suoi 90 anni, ricevette il premio “Carpigiano dell’anno” dal Rotary Club, a coronamento di una carriera senza pari. Oltre al lavoro, Benedetto era un uomo dal carattere vivace, dotato di un’intelligenza brillante e di una dialettica travolgente. «La sua bottega, la domenica mattina, si trasformava in un salotto culturale dove amici e clienti si ritrovavano per discutere di calcio, politica, cinema e musica». Milanista appassionato, cultore del jazz e innamorato del cinema della Hollywood d’oro, aveva riempito le pareti della sua bottega con locandine dei grandi film del passato. «Era un uomo d’altri tempi», racconta Chiara, ricordando le serate passate insieme a guardare Via col vento, Casablanca e i capolavori del cinema classico, mentre discutevano con ammirazione della grandezza di quegli uomini e donne che, come lui, avevano saputo portare eleganza e bellezza nella vita di tutti i giorni.

Il cordoglio a Carpi e l’ultimo saluto

Benedetto Consorti lascia Carpi un ricordo prezioso: quello di un artigiano instancabile, di un uomo elegante dentro e fuori, che ha saputo coniugare passione e rigore, cultura e umanità. Esempio raro, oggi più che mai necessario. Mancherà incontrarlo in giro per Carpi elegante, giacca e cravatta, come un attore d’altri tempi, simbolo di un’eleganza ormai un po’ nostalgica. Le esequie sono state celebrate oggi, alle 10, nella chiesa del Corpus Domini.