Giuseppina, la super nonna compie 107 anni: «Donna positiva e allegra»
La signora Stassi è cresciuta in Sicilia, poi il Venezuela e infine la scelta di Modena. La nipote Maribel Viviano: «È da sempre un punto di riferimento e una ragione di vita»
MODENA. “Dammi tempu ca ti perciu”, “Dammi il tempo che ti buco”, ripete da sempre Giuseppina per insegnare a sua nipote Maribel il significato della pazienza e il valore del tempo, pronunciando la stessa frase che, in un proverbio siciliano, un topino rivolge ad una noce, consapevole della perseveranza necessaria per scavarne il guscio. Con questo tenero consiglio, Maribel Viviano ama descrivere la saggezza di sua nonna, Giuseppa Stassi, che giovedì 24 luglio compie 107 anni a Modena, dove ha vissuto da quando ne aveva 90. Nata il 24 luglio 1918 a Partanna, in provincia di Trapani, Giuseppina ha condiviso i suoi luoghi d’origine con la nipote, che ne conserva affettuose memorie d’infanzia: «Andavo tante volte insieme a lei nelle campagne siciliane a raccogliere le olive e le mandorle. Insieme ai parenti facevamo la ricotta fresca ed il formaggio. Avevo circa 7 anni, ma lo ricordo come fosse ieri».
La vita
Quando da piccolina, Maribel si è trovata a dover trascorrere tre mesi in ospedale, la vedeva spesso spuntare nella stanza, ma non da sola. Con sé sceglieva di portare alcune bambole ed il cibo preferito della sua nipotina.
Un esempio di coraggio, una fedele confidente, un’ottima cuoca delle sarde a beccafico e una sarta che le cuciva i vestitini «realizzando l’orlo della divisa scolastica: è sempre stata un punto di riferimento ed una ragione di vita». Lei la grande storia l’ha vissuta, a partire da 107 anni fa, quando la Grande Guerra era ormai agli sgoccioli. «Non mi ha parlato molto del secondo conflitto mondiale: cerca di raccontare» il meglio di ciò che la vita le ha offerto, anzi, «credo che sia il motivo per cui è riuscita a raggiungere questa età, perché è una donna positiva ed allegra». Ed è rimasta tale nonostante abbia dovuto affrontare uno dei dolori più grandi, quello della perdita di un «figlio piccolo, che si è ammalato quando non c’erano le medicine adeguate», e, considerati i suoi 107 anni, anche di altri due, già adulti.
La storia
Dopo aver cresciuto cinque figli da sola, in Sicilia, ha raggiunto il marito Filippo in America. Ha trascorso una cinquantina d’anni in Venezuela, a partire dagli anni ‘60. Là un nuovo capitolo della sua storia è iniziato così, «senza saper parlare la lingua o conoscere nessuno», per poi voltare di nuovo pagina sulla soglia dei novanta, trasferendosi a Modena. La distanza che ora separa Giuseppina dalla nipote, attualmente all’estero, impedendole di poterla abbracciare il giorno del suo compleanno, non rende fragile il loro legame. «In videochiamata non riesce sempre a sentirmi bene. Eppure, guardandomi in viso, mi riconosce subito». Questo, per lei, è già un motivo di gioia, perché è la certezza che nonna Giuseppina, ancora lucida, è al suo fianco anche con il solo pensiero.