Parto in casa in videochiamata a Mirandola: mamma e bambina stanno bene
Dimessa dal Policlinico di Modena, l’indomani mattina il travaglio e il parto
MIRANDOLA. Parto in casa a Mirandola martedì 22 luglio, attorno alle 10 di mattina: mamma e bambina stanno bene, nonostante la paura per quei momenti. «Vogliamo sottolineare – spiegano dall’Ausl – e che mamma e neonato sono in buone condizioni di salute».
La ricostruzione deve ripartire dalla notte precedente al parto, con l’Ausl che specifica che «la donna si era recata presso il Pronto soccorso del Policlinico di Modena, ospedale in cui aveva programmato il parto: dopo la visita, è rimasta alcune ore in osservazione e successivamente, in accordo con i clinici, ha fatto ritorno al domicilio. Sei ore dopo, improvvisamente, è iniziato il travaglio, con conseguente chiamata al 118».
L'intervento
L’azienda sanitaria sottolinea che «l’intero iter assistenziale si è svolto in maniera fluida e ottimale, anche grazie alla collaborazione tra gli operatori sanitari e la donna: una volta ricevuta la chiamata, la Centrale Operativa del 118 ha attivato la videochiamata per fornire le prime indicazioni prima dell’arrivo dei soccorsi, giunti sul posto in sette minuti dall’inizio della telefonata».
La videochiamata è un servizio molto utile nei casi di emergenza che consente all’operatore del 118 di visualizzare, attraverso il telefono cellulare, il paziente e aiutare lui e chi gli sta attorno a eseguire le manovre più corrette.
La gioia
«Attraverso la videochiamata – precisa ancora l’Ausl – è stato possibile constatare che mamma e bambina fossero in buone condizioni sin dai primi istanti successivi al parto. Trasportate al Pronto Soccorso dell’Ospedale Santa Maria Bianca, mamma e bambina sono state assistite da un’équipe composta da ginecologo, ostetriche, pediatra e infermiera pediatrica, e infine trasferite al Policlinico di Modena, dove sono state ricoverate in buone condizioni».
© RIPRODUZIONE RISERVATA