Gazzetta di Modena

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Il femminicidio

Dopo la condanna per aver ucciso Alice Neri, Mohamed Gaaloul rischia un altro processo

di Daniele Montanari

	Mohamed Gaaloul dopo la condanna a 30 anni
Mohamed Gaaloul dopo la condanna a 30 anni

Sul 31enne pendono altre accuse “congelate”: violenza sessuale sempre nei confronti di Alice e tentata estorsione verso un’altra donna. L’estradizione non riguardava queste contestazioni, che però non sono prescritte

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MODENA. Per Mohamed Gaaloul il discorso giudiziario potrebbe non essersi affatto concluso con la condanna a 30 anni di carcere che gli è stata inflitta mercoledì 23 luglio, in primo grado, per l’omicidio di Alice Neri e la distruzione del suo cadavere, la notte tra il 17 e il 18 novembre 2022 nelle campagne di Fossa di Concordia. E questo al di là del fatto che il suo avvocato (Roberto Ghini) abbia di fatto già annunciato l’appello.

Le altre accuse

Alla luce di questa netta condanna, per il 31enne tunisino presto potrebbe aprirsi un nuovo processo con altre gravi accuse: violenza sessuale e tentata estorsione. Nell’ambito delle indagini preliminari sull’omicidio della ragazza infatti Gaaloul era stato accusato da subito dalla Procura (pm Claudia Natalini e Giuseppe Amara) anche di violenza sessuale nei confronti di Alice. Contro di lui, la spallina del reggiseno della 32enne ritrovata strappata a qualche metro dalla sua Ford Fiesta data alle fiamme, con il suo corpo nel baule. Secondo gli investigatori, Gaaloul avrebbe strappato il reggiseno ad Alice in un tentativo di violenza sessuale, a cui lei si era opposta con tutte le sue forze, finendo uccisa. Ma Gaaloul era accusato anche di tentata estorsione nei confronti di un’amica di Concordia che avrebbe costretto a rinunciare a un credito di 1.900 euro che vantava nei suoi confronti dietro la minaccia di diffondere a terzi (in particolare a parenti e conoscenti) video in cui consumavano rapporti sessuali.

Gli scenari

Quando la Procura nel dicembre 2022 chiese l’estradizione di Gaaloul alle autorità francesi dopo il suo arresto a Mulhouse, il trasferimento in Italia venne disposto solo per l’accusa di omicidio e distruzione di cadavere. Il rinvio a giudizio e il successivo processo che l’ha coinvolto hanno riguardato solo questi capi d’accusa, nell’ambito di un dibattimenti che anche così si è rivelato estremamente complesso, per tutte le circostanze da affrontare e approfondire. Adesso però che il procedimento si è concluso con un verdetto netto – la Corte d’assise presieduta da Ester Russo ha dato il massimo della pena prevista, accogliendo in toto le richieste dei pm – la Procura potrebbe contestargli anche gli altri capi d’accusa finiti di fatto stralciati. È quanto lo stesso procuratore capo Luca Masini aveva lasciato intendere durante la discussione finale, ricordando che quelle accuse sono ancora in piedi, non essendo affatto fatti prescritti. Gaaloul quindi rischierebbe un nuovo processo di primo grado (al di là dell’appello), che probabilmente vedrebbe di nuovo la madre e il fratello di Alice costituirsi parte civile contro di lui (in questo primo processo lo hanno fatto con gli avvocati Cosimo Zaccaria e Marco Pellegrini). E in caso di condanna, la pena sarebbe severa alla luce del primo verdetto già emesso.

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