Il degrado assedia la Cittadella: «Agli stessi livelli del Novi Sad»
Viaggio tra i timori di residenti ed esercenti: «Abbiamo paura»
MODENA. Bivacchi e risse, scippi e rapine, atti osceni e auto danneggiate, ubriachezza molesta e bande giovanili. Alla Cittadella residenti ed esercenti sono stanchi del degrado quotidiano: «Siamo agli stessi livelli del Novi Sad». Il tour nella zona inizia davanti al supermercato in piazza della Cittadella, dove due persone sono sedute sui gradini senza fare nulla. Chi vive e lavora nella zona ne vede molti tra la parrocchia di Sant’Antonio e i portici di viale Cittadella, come in viale IV Novembre.
Il racconto
«Alla fine ci sono persone che si ubriacano e puntualmente si tirano le bottiglie – ha descritto un’esercente – Stanno sempre a terra a dormire e non fanno niente. Fanno i bisogni in strada, qualcuno si abbassa i pantaloni e si procura da sé piacere sotto lo sguardo di tutti». L’esercente ha dovuto assistere con rammarico a un peggioramento nel corso degli anni. Lo stesso hanno fatto i suoi clienti. «Stanno arrivando anche le baby gang – ha aggiunto – che girano anche al mattino, senza frequentare la scuola. Ormai i clienti mi chiedono come faccio ad avere un negozio in Cittadella: era una zona bellissima, ora non è più così».
I problemi
I problemi illustrati si collocano in una zona ricca di scuole e di attività sportive. I residenti iniziano a essere stanchi di essere osservati quando escono a ogni ora del giorno e della notte.
«Le persone “campeggiano” davanti alle nostre case – ha sottolineato una donna che vive nell’area – e ti controllano dalla mattina alla sera. Sanno quando usciamo e quando rientriamo. Alla sera ho paura a parcheggiare lo scooter e sono costretta a farmi accompagnare. Ci sono persone che dormono davanti alla chiesa e “telecamere umane” dagli occhi sempre aperti: siamo intimoriti». Un esercente si è detto pronto a trasferirsi in un’altra parte della città se la situazione in zona Cittadella non dovesse migliorare. «Se devo tenere aperto un locale vicino a dove ci sono sempre bivacchi (che sono vietati) e risse continue tanto valere chiudere – ha argomentato – I residenti possono anche tornare a casa, chiudere le finestre e accendere la televisione: noi non possiamo perché abbiamo le nostre attività».
L’esercente ha assistito a rapine e danneggiamenti di auto in sosta nel parcheggio. «Ogni volta che ci sono problemi, l’attività si svuota – s’è rammaricato – Pago l’affitto: o si trova una soluzione oppure me ne vado». Due residenti della zona hanno descritto altrettanti scippi di cellulari con la stessa tecnica: i malintenzionati che osservano le persone al telefono, corrono e strappano il dispositivo, scappando senza farsi riconoscere. «Qualche dipendente mi ha detto che se succede qualcosa mi chiede di cambiare gli orari – ha sottolineato lo stesso titolare – e io voglio essere tutelato. Al Novi Sad mandano l’esercito, in Cittadella le forze dell’ordine devono venire ogni giorno». La richiesta di un maggiore presidio per garantire una maggiore sicurezza è un punto su cui concordano tutte le persone incontrate lungo il percorso nella zona. Un residente ha posto l’attenzione sul parcheggio in piazza, indicando un vuoto. «C’era una panchina – ha mostrato – ma è stata rimossa perché c’erano sempre bivacchi: così non va».
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