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La vicenda

Caso Amo, prelievi in contanti per 22mila euro: Forza Italia va in Procura

di Alice Tintorri
Caso Amo, prelievi in contanti per 22mila euro: Forza Italia va in Procura

Presentato un esposto: «Le norme anticorruzione prevedevano solo bonifici»

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MODENA. Ancora sulla bocca di tutti il caso Amo: un incendio che non si esaurisce, anzi, divampa ad ogni nuova anomala rivelazione. Dal 25 giugno, con l’apertura del fascicolo per peculato e truffa da parte della Procura di Modena, i 400mila euro sottratti alle casse dell’Agenzia della Mobilità modenese, poi diventati più di 500mila, continuano a far parlare. A prendere la parola, davanti al Tribunale, sono stati gli esponenti di Forza Italia Modena, dopo aver depositato un esposto sul caso. «Il nostro intento è tutelare i cittadini danneggiati da un fatto gravissimo - spiega il vicecoordinatore regionale di Forza Italia Antonio Platis - sono tre i punti che riteniamo cruciali. Innanzitutto, quello riguardante l’origine del percorso di accertamento: ci lascia perplessi la ricostruzione secondo cui tutto sarebbe iniziato in seguito alla scoperta di un bonifico sospetto ad aprile, quando risale verosimilmente a marzo la notifica di contestazione ricevuta da Amo da parte dell’Agenzia delle entrate, per un ammanco di circa 47mila euro, prelevati con strumenti proibiti dallo stesso piano anti-corruzione dell’Agenzia». Di quei 47mila euro, infatti, 22mila sarebbero stati prelevati in contanti con una delle carte in uso all’allora amministratore unico Stefano Reggianini e il restanti 25mila sarebbero stati oggetto di pagamenti tramite Pos, sempre utilizzando le carte dell’amministratore.

Il piano anticorruzione prevedeva obblighi ben chiari, secondo cui i pagamenti annualmente svolti da Amo sarebbero dovuti avvenire solo ed esclusivamente tramite bonifico bancario. Questo elemento si lega al secondo punto dell’esposto di Forza Italia: «Leggendo i bilanci dal 2016 in avanti, si nota come la gestione di cassa sia sempre stata estremamente marginale. Eppure, nei primi mesi del 2025 ci troviamo di fronte a prelievi in contanti per un ammontare di 9mila euro. Un’anomalia che resta senza spiegazioni, su cui chiediamo di fare chiarezza», continua il vicecoordinatore regionale. L’esposto di Forza Italia strappa via il coperchio di un vaso di Pandora che pare non esaurirsi mai. È infatti emerso un retroscena che, secondo le parole di Platis, dimostra ancora e per l’ennesima volta «la pesante assenza di certezze granitiche per quanto riguarda la contabilità di Amo». Il numero due regionale di Forza Italia riavvolge il nastro per fermarlo nel novembre dello scorso anno, quando una delegazione di cinque persone, rappresentanti del Comune di Modena, partì per il Brasile. «Erano cinque, due assessori e tre membri dell’amministrazione, ma soltanto su carta», continua Platis. Sui quotidiani brasiliani, la notizia era infatti un’altra: gli ospiti modenesi erano sei e, tra loro, c’era anche Reggianini. «Il terzo punto del nostro esposto è proprio questo: quel viaggio fantasma, di cui non è stata lasciata traccia nella contabilità di Amo. Un’assenza preoccupante, se messa in relazione con le dichiarazioni del Comune di Modena, che ha coperto la presenza in Brasile dei 5 delegati, ma non di quel sesto».

Sono questi alcuni dei punti fondamentali portati da Forza Italia all’attenzione della Procura della Repubblica, soltanto alcuni dei tantissimi interrogativi per cui i modenesi attendono risposte, di fronte a un caso di sottrazione di denaro pubblico protrattosi per anni ed emerso solo ora, in tutta la sua forza e con tutto il suo rumore.