Festa per i vent’anni dell’ospedale di Baggiovara senza una parola per Rubbiani
Da direttore generale Ausl, seguì tutto il progetto dell’ospedale, fino all’apertura nel 2005. Famiglia e amici: «Realizzare quell’opera fu una fatica enorme, spiace che nessuno l’abbia ricordato»
MODENA. I festeggiamenti per i vent’anni dell’ospedale di Baggiovara sono partiti con la presentazione ufficiale di una lunga serie di iniziative, la sottolineatura di tanti aspetti ma… Neanche una citazione per la figura che più di tutte è stata artefice della struttura, in tutti i suoi passi: dalla progettazione iniziale alla realizzazione, fino all’inaugurazione fatta con la consapevolezza di aver raggiunto un risultato storico per il territorio e per un sistema assistenziale che, come diceva sempre, deve puntare a fare sempre di più e meglio.
Nessuna citazione per Roberto Rubbiani, che nel 2005 era direttore generale dell’Ausl, ruolo che ha ricoperto per un decennio dal 1996 al 2006 seguendo quindi ogni aspetto della pianificazione assieme al suo staff. Rubbiani è morto l’11 maggio 2023 stroncato da un malore a 78 anni. Ha sempre considerato un grande orgoglio professionale e umano il lavoro fatto a Baggiovara. Che non ci sia stata proprio nessuna citazione per lui, primo manager della sanità modenese, nel momento dell’anniversario della struttura – che peraltro porta una targa in suo ricordo inaugurata nell’ottobre 2023 nel luogo principale, l’ingresso – è sembrata un po’ una nota stonata.
L’amarezza
«Per Roberto realizzare l’ospedale di Baggiovara è stata davvero una fatica enorme – ricorda la moglie Franca Cottafavi – come famiglia posso dire che siamo rimasti spiacevolmente sorpresi nel constatare che nessuno ha ricordato la sua figura nel momento di presentazione delle iniziative per il ventennale. Spiace anche alla luce dell’impegno al suo ricordo che era stato sottolineato nell’ottobre 2023 all’inaugurazione della targa a lui dedicata all’ingresso. È un’attenzione che ci doveva essere, ma purtroppo è mancata».
Molto amareggiato l’avvocato Andrea Mattioli, grande amico di Rubbiani: «Nessuna citazione per lui e per gli uomini del suo staff: è come organizzare un evento per i 600 anni di San Pietro senza ricordare che il progetto della cupola fu di Michelangelo» nota amaro. «E Rubbiani seguì per filo e per segno tutto l’iter dell’ospedale, dall’A alla Z, con tutte le difficoltà legate alla vastità dell’opera, ora al servizio di tanti malati. La misericordia di Dio è grande, si dice sempre. Mi viene da aggiungere che l'ingratitudine umana a volte sa essere anche maggiore».