L’ex monastero delle Cappuccine di Carpi è ufficialmente in vendita
La Diocesi non ha esercitato la prelazione che le spettava e nemmeno il Comune si è interessato all’acquisto del complesso in via Trento Trieste che ospitava le monache Clarisse
CARPI. Lo storico monastero delle Cappuccine di Carpi è sul mercato. In altre parole? È ufficialmente in vendita e, con ogni probabilità, finirà nelle mani di un privato. Dopo mesi di attesa e interrogativi sul destino del complesso, è arrivata la conferma: la Diocesi di Carpi non ha esercitato il diritto di prelazione per l’acquisto, e il Comune – c’era chi auspicava un “intervento” da Palazzo Scacchetti – ha scelto di non investire risorse su quello che sarebbe stato l’ennesimo edificio immobiliare a carico della collettività. L’ex monastero – senza dubbio un pezzo importante della memoria cittadina – si avvia così verso la cessione a soggetti privati.
Passato, presente e futuro
Il fabbricato, situato in via Trento Trieste, a pochi passi dal centro storico di Carpi, ha ospitato per secoli la comunità delle suore cappuccine, gradualmente scomparsa a causa del calo delle vocazioni. Da tempo dismesso, l’immobile era in attesa di un nuovo futuro, tra proposte di riutilizzo pubblico e preoccupazioni espresse da una parte della comunità. Ora un’ulteriore svolta, dopo che l’immobile era stato messo in vendita. Con entrambi gli enti – Comune e Diocesi di Carpi – fuori dai giochi, il complesso passa ufficialmente sul libero mercato. Quale sarà il futuro? Difficile a dirsi. La destinazione finale potrebbe essere residenziale, turistica o anche commerciale, nel rispetto dei vincoli urbanistici e di tutela previsti. Ma in città c’è chi teme che l’edificio possa subire trasformazioni radicali, tali da cancellarne il valore identitario e spirituale. Tra le idee più o meno concrete vagliate dalla Curia carpigiana, negli anni scorsi, c’erano progetti per riconvertire l’immobile in una struttura abitativa a uso sociale, destinata quindi a studenti, lavoratori fuori sede o persone in situazione di fragilità. La vendita del monastero delle Cappuccine segna, di fatto, la chiusura definitiva di una lunga stagione per Carpi. Uno spazio che per secoli è stato sinonimo di silenzio, spiritualità e clausura si prepara a cambiare volto. Resta da capire se la città saprà trasformare questa svolta in una vera opportunità.
La storia del monastero
Il monastero delle Cappuccine di Carpi, appartenente alla Federazione delle Clarisse Cappuccine d’Italia, affonda le sue radici nella metà del XVII secolo, con la comunità originaria fondata a Guastalla dalla nobildonna Lucia Ferrari. Dopo varie soppressioni e trasferimenti, nel 1872 le Cappuccine si stabilirono a Carpi, all’interno del complesso di via Santa Chiara, un tempo appartenuto al grande monastero delle Clarisse fondato dalla Beata Camilla Pio di Savoia. Vi rimasero fino al 1950, quando si trasferirono nella sede attuale di via Trento Trieste, adiacente alla chiesa di San Bernardino da Siena. Fu il sacerdote don Vincenzo Benatti ad acquisire l’immobile dalla famiglia Tirelli, destinandolo a nuova sede monastica. Nel gennaio 2022, il vescovo Erio Castellucci, insieme al Consiglio presbiterale diocesano, aveva valutato la situazione della comunità, ormai composta da sole tre religiose. A norma del diritto canonico, sotto la soglia delle cinque unità, la comunità è passata a una gestione commissariale, aprendo di fatto la strada alla dismissione dell’immobile.
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