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Caffè del Teatro di Carpi, zero offerte per gestirlo: «Ma vogliamo riaprirlo entro fine anno»

di Gabriele Canovi

	Il Caffè del Teatro di Carpi è chiuso
Il Caffè del Teatro di Carpi è chiuso

Bando deserto per la gestione dello storico bar chiuso dal 2012. Il Comune prepara un nuovo avviso

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CARPI. Il bando per l’affidamento della gestione del Caffè del Teatro, in scadenza ieri, è andato deserto. Cosa significa? Che alle condizioni attuali nessuno vuole riaprire lo storico locale di piazza Martiri, chiuso ormai da più di dieci anni, ovvero dal terremoto del 2012. Ma attenzione: non è ancora detta l’ultimissima parola.
L’amministrazione comunale carpigiana, infatti, sottolinea di essere «già al lavoro» per pubblicare, a breve, un nuovo avviso con nuove condizioni per consentire al locale di riaprire, come da programmi, entro il 2025. Come afferma il sindaco Riccardo Righi, infatti, «il nostro obiettivo resta chiaro: riaprire il Caffè entro l’anno, restituendolo alla comunità come spazio vivo, accogliente e capace di valorizzare l’offerta culturale del centro storico».

L’amministrazione ha presto atto dei temi emersi dalle richieste di chiarimento dei potenziali gestori e sta lavorando a una nuova proposta che possa rispondere meglio alle esigenze di chi vorrà investire nell’attività, senza snaturare il progetto culturale e di socialità che il Caffè del Teatro rappresenta per la città.

Gli attacchi

Non si sono fatte attendere le prime critiche al Comune: «Il bando per la gestione del Caffè del Teatro Comunale andato deserto è la dimostrazione plastica del fallimento di una Giunta che non è capace di trovare una sintesi tra gli interessi in campo e i problemi noti da tempo», attacca Annalisa Arletti, capogruppo di Fratelli d’Italia in Consiglio comunale e consigliere regionale, nel commentare l’ennesimo nulla di fatto per la riapertura del bar del Teatro.

«Per quanto sia positivo – aggiunge – che i lavori di ristrutturazione siano stati eseguiti dal Comune, sarebbe stato altrettanto fondamentale che l’amministrazione non applicasse dei vincoli di fatturato e volumi d’affari troppo alti nel bando, andando così a scoraggiare gli imprenditori del territorio interessati. La Giunta inoltre deve farsi garante nel risolvere le criticità già ampiamente annunciate, a partire dalla questione dei dehors».

Sulla stessa linea Claudio Cortesi, consigliere comunale di Fdi: «Il bando andato deserto purtroppo dimostra una cosa semplice: se non c’è un vero progetto di rilancio del centro storico, nessuno è disposto a investire. Il Caffè del Teatro, per anni dimenticato, ha perso attrattività proprio a causa di questa lunga assenza, che ha spento l’interesse e reso il locale poco competitivo. Oltre il danno la beffa: tantissimi soldi dell’affitto sono così mancati nelle casse del Comune di Carpi che potevano essere utilizzati per opere o eventi utili alla città».

«Serviva più coraggio, più dialogo con gli operatori e più capacità di pianificazione – proseguono i due esponenti di Fratelli d’Italia – L’impressione è che il sindaco conosca poco il tessuto imprenditoriale carpigiano e proceda per tentativi, che però non vanno a segno. Ed è l’ennesima occasione mancata per una sinistra che, finora, non ha prodotto progetti e risultati positivi e gli effetti sono sotto gli occhi di tutti», concludono i due consiglieri meloniani.

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