Gazzetta di Modena

Modena

Il lutto

Il Bar Sport, le canzoni di Vasco e gli amici: così Solignano ha dato l’addio a Renzo Galli

di Mattia Vernelli
Il Bar Sport, le canzoni di Vasco e gli amici: così Solignano ha dato l’addio a Renzo Galli

In 500 ai funerali, poi la tappa nel suo locale preferito per un brindisi con la musica in sottofondo. Il ricordo della figlia Katia: «Mio padre era un’anima rock da sempre, anticonformista fino al midollo»

2 MINUTI DI LETTURA





CASTELVETRO. La tappa al Bar Sport non poteva mancare. Non è stato un ultimo saluto qualunque quello che si è celebrato a Solignano. È stato il funerale di Renzo Galli, alla sua maniera, come avrebbe voluto lui. Vasco Rossi a tutto volume, e poi Ac/Dc, Led Zeppelin, le magliette della Juventus e i calici di vino al cielo davanti alla sua seconda casa, il Bar Sport.

La commozione della figlia

«In tanti mi hanno detto di aver perso un fratello, non un amico. Mio padre – racconta la figlia Katia – era un’anima rock da sempre e anticonformista fino al midollo. Era contornato da persone che lo amavano per ciò che era. Era un animo buono, che dava consigli nei momenti più seri, mentre quando nei momenti di ilarità scherzava come sapeva fare solo lui. Per me è l'uomo più forte che io abbia mai conosciuto, combatteva contro una malattia da sette anni. Con le bombole di ossigeno ha dovuto imparare a convivere... ma nonostante le fatiche immense per camminare, uscire e stare in compagnia, non lo hanno fermato fino a una settimana fa».

La folla all’addio

Erano in cinquecento per stare vicino, per l’ultima volta, a Galli. Il carro funebre, partito dalla Casa funeraria Terracielo di Vignola e diretto al cimitero di Solignano, ha fatto l’immancabile tappa al Bar Sport. Come da volontà di Galli, è andato in scena un piccolo momento di festa, tra i brindisi e le sue canzoni rock preferite. Carlino Manfredi, suo grande amico, non poteva mancare al funerale: «È stato un momento incredibile. Noi eravamo insieme ogni giorno al bar per giocare a carte, mattina e sera. Eravamo come fratelli: lui era buono, disponibile, una persona davvero leale. Non sopportava la stupidità: era schietto, e al tempo stesso una persona molto di cuore. Gli volevo davvero bene, lascerà un grande vuoto in tutti noi». Anche Patrizia Costi, cittadina solignanese, ricorda Galli come «una persona ironica e autoironica. Ricordo che alla vigilia di Natale faceva il giro dei negozi per distribuire le frittelle di baccalà a tutti i commercianti. Se n’è andato un pezzo importante della nostra comunità». Gianluca Chierici è un ex collega di Galli: «Abbiamo lavorato insieme 15 anni, mi ha insegnato tanto, era un macellaio molto preparato. Io lo chiamavo il “tuttologo”: sapeva tantissime cose, soprattutto di sport. Oltre alla Juve, la sua squadra del cuore, seguiva il ciclismo e il tennis. Quando ci si recava al Bar Sport si sapeva di trovarlo sempre lì, era una certezza». Renzo Galli lascia i figli Katia e Andrea, il genero Ferro, la nuora Giò, il fratello Alberto, la cognata Anna il nipote Luca con Marina.