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Trovato morto il ragazzo scomparso: fatale una caduta in bicicletta

di Daniele Montanari

	Sandeep Saini è stato trovato morto a Coscogno
Sandeep Saini è stato trovato morto a Coscogno

Il 30enne Sandeep Saini lavorava in una stalla a Coscogno. Mercoledì scorso si era allontanato sulla e-bike per andare a fare la spesa

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PAVULLO. Morto per una devastante uscita di strada con la sua e-bike, che l’ha portato a finire contro un albero nella boscaglia, non lasciandogli scampo. È questo che è accaduto a Sandeep Saini, il 30enne di origini indiane le cui drammatiche ricerche erano state raccontate ieri dalla Gazzetta, raccogliendo l’appello dei famigliari dopo l’inspiegabile scomparsa del 30 luglio. 

Il corpo del giovane è stato trovato domenica mattina poco prima delle 8 da Erika Bernardoni, la figlia del titolare dell’allevamento in cui lavorava a Ca’ Minghetti (subito sotto Coscogno, ma nel territorio di Marano) che lo ha continuato a cercare, non dandosi pace. 

La scomparsa

Sandeep, a cui i Bernardoni erano affezionatissimi, dopo aver finito di lavorare, mercoledì verso le 19 aveva preso la sua e-bike per andare a fare la spesa al Famila e poi passare dal cognato Surjit Singh per la cena. Si dovevano trovare nella roulotte che quest’ultimo ha di fianco all’allevamento dove lavora lui, in via Casa Betta (laterale della provinciale di Coscogno che si prende di fronte ai treppi della ruzzola). Sandeep era al telefono con una zia, poi il cellulare gli si è scaricato e questo ha complicato tutto. Non è mai arrivato dal cognato per la cena, lui l’ha chiamato più volte dopo le 20 ma il cellulare era sempre staccato. Non si sapeva neanche se era arrivato al Famila. Dopo aver esaminato le telecamere del supermercato, i carabinieri di Pavullo sabato pomeriggio hanno avuto la certezza che sì, al supermarket era arrivato e aveva fatto la spesa, ripartendo in bici. Gli doveva essere accaduto qualcosa dunque mentre andava dal cognato a cena. Da qui le ricerche in quella zona che già dal tardo pomeriggio di sabato hanno coinvolto anche vigili del fuoco e protezione civile, arrestandosi solo col buio.

Il ritrovamento

Domenica mattina sono ripartite all’alba, con impiego massiccio sia di vigili del fuoco (squadre da Pavullo, Fanano, Pievepelago, Modena, Mirandola, Finale) che di carabinieri. Hanno ripreso a cercarlo anche Erika Bernardoni e suo papà, concentrandosi su via Casa Betta. Arrivati nel tratto boscoso dopo la ripida discesa, lei è andata a sinistra e dopo poco l’ha trovato: riverso esanime in mezzo alla vegetazione, a circa due metri dalla strada, dopo il terribile impatto con un albero a seguito di un’uscita di strada in curva. A conferma dell’impatto, la ruota anteriore della bici piegata. 

L’allarme ha portato subito sul posto i carabinieri di Pavullo, arrivati con più pattuglie e anche il Norm che ha fatto i rilievi scientifici sul luogo, mentre il medico legale esaminava le condizioni del cadavere. Nessun dubbio sulla morte traumatica a seguito di caduta: dai primi riscontri (ma sarà l’autopsia a darne certezza) probabilmente per la rottura dell’osso del collo (il cranio non evidenziava traumi). Le condizioni in cui era la salma erano compatibili con un decesso avvenuto da tre giorni, quindi è plausibile che il giovane sia morto sul colpo nel momento dell’incidente. Non dovrebbe essersi trascinato in una lenta agonia senza poter dare l’allarme (il telefono era scarico), ma la certezza si avrà solo dall’autopsia, che il pm Paola Campilongo incaricato dal procuratore capo Luca Masini (che ha voluto essere informato direttamente ieri mattina di ogni aspetto della vicenda) ha subito disposto. Ultimati i rilievi, la salma è stata quindi recuperata dalle onoranze Belloi e trasferita a Modena. 

Le indagini

I carabinieri hanno eseguito minuziosi rilievi per chiarire ogni aspetto dell’accaduto. In primo luogo, che non si sia stato un veicolo pirata a causare l’incidente. Sembra proprio di no: via Casa Betta è una strada stretta e tortuosa, peraltro chiusa, senza sbocchi. Ci passa solo chi abita e lavora lì, e sull’asfalto non sono rimaste tracce di frenate o urto con altri mezzi. Dovrebbe trattarsi di un’uscita di strada autonoma, per quanto strana, di una perdita di controllo dell’e-bike in un tratto in cui aveva acquistato velocità a fronte della forte pendenza. 

Sandeep però aveva quella bici da un anno, la conosceva bene, e aveva percorso quel tratto parecchie volte per andare dal cognato. Non aveva borse della spesa a sbilanciarlo, tutto era nello zainetto con cui andava abitualmente in bici. Non aveva però il casco. È possibile che abbia sbandato per schivare un animale nel bosco, un incidente che può capitare a chiunque. Ma lui l’ha pagato con la vita.