Gazzetta di Modena

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La tradizione

Adesso Carpi diventa “terra del cappelletto”


	La vignetta pubblicata sui social dal Comune di Carpi
La vignetta pubblicata sui social dal Comune di Carpi

La Giunta ha approvato il disciplinare per un prodotto che risale al Medioevo

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CARPI. Carne di maiale, prosciutto crudo e mortadella, parmigiano reggiano, noce moscata e pangrattato. Insieme alla modalità di preparazione, che richiede la cottura della carne, sono questi gli ingredienti imprescindibili che fanno di un cappelletto il vero cappelletto carpigiano doc.

A stabilirlo è il disciplinare dei cappelletti di Carpi, approvato dalla Giunta, al quale dovranno conformarsi i produttori che intendono chiedere la Deco, la Denominazione comunale di origine per i propri cappelletti. La Deco identifica i prodotti agroalimentari legati alla storia, alle tradizioni, alla cultura e all’identità della città, la cui valorizzazione può consentire la salvaguardia di peculiarità produttive locali.

Le origini risalgono al Medioevo

I cappelletti di Carpi, con la loro forma peculiare, non chiusi intorno al dito come i tortellini ma con i lembi sigillati con una leggera pressione a formare, appunto, un piccolo cappello, e il caratteristico ripieno incarnano l’essenza del territorio. Anche se non si può parlare di ricette centenarie, l’attuale modalità di preparazione e servizio, prevalentemente in brodo, derivano dall’evoluzione di ricette rintracciabili negli archivi carpigiani fin dal Medioevo. Prepararli è, dunque, anche un gesto di memoria e passione che racconta una storia di gusto e cultura.

Una “Deco” anche per la stria

Contestualmente all’approvazione del disciplinare del cappelletto, la giunta ha attribuito anche una nuova Deco per la stria carpigiana: a ottenerla è stato il forno Borelli che si aggiunge così al forno De Caroli.

Il riconoscimento viene assegnato dalla Commissione comunale per la Denominazione comunale di origine, composta da rappresentanti del settore agroalimentare e gastronomico locale designati dalle associazioni di categoria agricole e commerciali. A supporto del lavoro della commissione, possono essere invitati a partecipare anche esperti del settore specifico e storici locali.