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Meduse, granchi e tartarughe sulle spiagge: «Non sono giocattoli, rispetta chi vive il mare»


	Sei regole per rispettare spiagge e creature marine
Sei regole per rispettare spiagge e creature marine

Le sei regole di Matteo Nani, presidente di Sons of the Ocean, per rispettare le creature marine e per combattere l’inquinamento

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MODENA. «Non sono giocattoli: rispetta chi vive il mare». Meduse, granchi, tartarughe e tutti gli abitanti del mare hanno già abbastanza ostacoli: non diventare tu uno di questi. Queste le basi dell’appello, un breviario di regole, lanciato da Matteo Nani, presidente di Sons of the Ocean, associazione ambientale che si occupa di salvaguardia dell’ambiente marino.

L’estate: la stagione dei ricordi felici, dei bagni al tramonto, delle risate tra le onde. Ma mentre milioni di persone affollano spiagge e scogliere, c’è chi lotta silenziosamente per la propria sopravvivenza.

Le 6 regole del vademecum del rispetto

«Se davvero vogliamo continuare a goderci il mare, dobbiamo cambiare prospettiva. Non più visitatori distratti, ma ospiti consapevoli. Sono nato e cresciuto in riva al mare. Ho imparato presto che ogni granello di sabbia, ogni scoglio, ogni onda ospita un mondo che vive, respira, soffre e gioisce come noi», spiega Nani. Da qui il suo vademecum del rispetto.

  1. Non toccare, non raccogliere. Lascia che ogni creatura viva nel suo habitat. L’osservazione è un privilegio, non un diritto di possesso.
  2. Evita di disturbare tartarughe, nidi e piccoli. Se le trovi, mantieni le distanze, abbassa le luci, parla sottovoce. Non creare barriere tra i piccoli e il mare.
  3. Niente crudeltà sulle meduse. Non ucciderle per divertimento: se ne incontri, allontanati, ma non diventare un predatore inutile.
  4. Spiega ai bambini. L’educazione comincia da gesti semplici. Un bambino che oggi impara a rispettare una stella marina domani difenderà un intero ecosistema.
  5. Porta via solo ricordi. Niente sabbia in bottiglia, niente conchiglie vive, niente animali catturati. Riporta a casa solo la bellezza di ciò che hai visto.
  6. Lascia la spiaggia meglio di come l’hai trovata. Raccogli i tuoi rifiuti e, se puoi, anche quelli degli altri. Plastica, mozziconi, tappi: ogni piccolo gesto è una goccia in meno di veleno nel mare.

Le osservazioni di Nani

«Ogni anno, i nostri mari – dice Nani – devono fronteggiare sfide immense: inquinamento, plastica dispersa, scarichi di microplastiche invisibili, reti fantasma che soffocano fondali. A questo, durante l’estate, si aggiunge un’altra forma di minaccia: quella dell’ignoranza. Pochi sanno che una medusa lasciata a seccare al sole non è solo una perdita di vita inutile: è un anello spezzato nella catena alimentare marina. Granchi strappati dalle rocce per un selfie, stelle marine portate a casa come trofei, piccole tartarughe disturbate da flash e urla mentre cercano la strada verso il mare. Scene che si ripetono ogni estate, frutto di disinformazione e di una mentalità vecchia, da superare. Chi ama il mare deve essere anche il suo custode». Nani continua: «Pensiamo alle tartarughe marine: su mille piccoli nati, solo uno o due raggiungeranno l’età adulta. Gli altri soccombono a predatori naturali, reti da pesca, plastica scambiata per meduse. E quando finalmente una femmina adulta ritorna sulla spiaggia dopo anni per deporre le uova, trova spesso litorali devastati, ombrelloni ovunque, luci artificiali che confondono i piccoli e mani curiose pronte a toccarli. Le meduse, spesso considerate fastidiose, sono in realtà sentinelle dell’ecosistema: la loro proliferazione è spesso un segnale di squilibrio ambientale, non un “nemico” da sterminare. Granchi, ricci, stelle marine: tutti svolgono ruoli preziosi nel mantenere la biodiversità e la salute dei fondali.

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