Il ponte Veggia si “muove” dopo i lavori: «Tranquilli, è tutto regolare»
Diverse segnalazioni dei cittadini su «preoccupanti oscillazioni» dopo la riapertura dell’infrastruttura che collega Sassuolo e Casalgrande. Arriva la spiegazione tecnica dal Comune reggiano
SASSUOLO. Dal trionfalismo del giorno in cui è stato tagliato il nastro per la fine dei lavori anticipata al ponte della Veggia, alle considerazioni degli utenti, quelle che emergono dalla quotidianità. Che fanno venire fuori meno certezze, sull’immediato e sul futuro prossimo della struttura.
Le critiche al nuovo ponte
Una di queste considerazioni è del cantante lirico Matteo Macchioni, sassolese, che le ha affidate ai social. «Sono passato un paio di volte sul ponte della Veggia, appena riaperto – ha dichiarato – ed emergono immediatamente alcune considerazioni. La carreggiata stradale è più stretta. Per realizzare il passaggio pedonale è stata sacrificata in termini di larghezza la sede stradale. Abbiamo auto con un passo molto spesso superiore ai due metri. Questo, secondo me, è indice di una progettazione sbagliata, fatta su misure standard arrotondate in difetto, che sono datate e riguardano tempi in cui giravano macchine molto più piccole. Ora hai la sensazione di sbattere contro il guard rail o invadere la corsia opposta. Temo quindi che il limite dei 30 chilometri orari verrà reso definitivo. E temo che tutto ciò sia stato imposto per realizzare il passaggio ciclopedonale. Insomma, per farla breve, credo sia una situazione potenzialmente pericolosa».
Le preoccupazioni dei cittadini
Macchioni interviene anche sulla sede stradale e sulla sua tenuta. «Si percepiscono chiaramente – dice – oscillazioni enormi fra i vari giunti e questo è indice di una realizzazione per me troppo frettolosa, per cercare la velocità nel finire l'opera. Tempo un anno e dovranno fare dei lavori sulla sede stradale per riasfaltature, o peggio, lavorare sui giunti. Sembra di passare su una superficie ad onde e non regolare. Per un lavoro nuovo, appena fatto, non è il massimo, anzi». Per finire, arriva un pensiero sul quale molti cittadini sono d'accordo. «È logico – chiude – che non si può pensare di risolvere il problema traffico con un ponte strutturalmente accomodato, ma inadeguato. Serve almeno un altro ponte, per evitare che si sia punto a capo in pochi anni».
La spiegazione tecnica
A rispondere a Macchioni e a tutta la comunità interessata, ci ha pensato direttamente il Comune di Casalgrande con un post sui social: «I lavori di riqualificazione come quello che ha interessato l’impalcato superiore della struttura devono essere fatti con crismi di sicurezza e parametri normativi rinnovati e al passo coi tempi. In effetti, il movimento ondulatorio è dato dalla presenza di giunti di dilatazione che sul ponte di Veggia sono in materiale gommoso. Si tratta quindi di componenti fondamentali che hanno la funzione di compensare i movimenti della struttura spesso dovuti a dilatazioni e contrazioni termiche, carichi di traffico, assestamenti strutturali o movimenti sismici o del terreno. I giunti di dilatazione, che si trovano tra le campate del ponte, hanno quindi l'importante ruolo di assorbire le dilatazioni o contrazioni causate dalle condizioni climatiche e dai fattori di cui sopra. Se non vi fossero, si verrebbero a creare fessurazioni e anche danni alla struttura. Da qui, quindi, quel “salto” in prossimità dei giunti che viene avvertito in chi lo percorre in automobile», concludono dal Comune di Casalgrande.
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