Lavori autorizzati e poi negati per i vincoli di tutela storici: il Comune deve risarcire la proprietaria
L’amministrazione comunale di Ravarino condannata a pagare 8.900 euro a una cittadina che nel 2018 aveva ricevuto il permesso per ristrutturare la villa di sua proprietà, per poi vederselo respingere dopo il “no” della Provincia: il Tar aveva dichiarato il ricorso improcedibile, il Consiglio di Stato ha dato ragione alla donna
RAVARINO. Il Consiglio di Stato ha condannato il Comune di Ravarino a risarcire una cittadina di 8.900 euro. Le motivazioni che hanno spinto la donna a portare il Comune davanti al giudice riguardano una variante urbanistica prima approvata e poi successivamente negata, relativamente a un intervento di ristrutturazione di una proprietà.
Cos'è successo
Il Comune nel 2018 aveva infatti adottato una variante urbanistica sulla villa della signora, che le consentiva di realizzare delle opere, bypassando di fatto le restrizioni dei vincoli di tutela storici e culturali che interessavano l’edificio in questione. Si tratta infatti di una villa contornata da un ampio parco, che ha un particolare valore ambientale, storico e archeologico, e sul quale la signora voleva intervenire per un nuovo utilizzo a finalità di interesse pubblico. Dopo il via libera, però, è arrivato il parere negativo da parte della Provincia di Modena, che ha spinto il Consiglio comunale a un dietrofront, stralciando il dispositivo di rimozione del vincolo sulla proprietà, mantenendo quindi il regime urbanistico in vigore.
L'iter giudiziario
È così che la cittadina ha portato il Comune davanti al giudice del Tribunale amministrativo regionale (Tar). La prima sentenza del Tar ha dichiarato il ricorso improcedibile. La donna tuttavia non si è fermata, impugnando la sentenza e facendo appello al Consiglio di Stato, che ha ribaltato la decisione di primo grado e ha condannato il Comune al pagamento di 8.900 euro, pari alle spese processuali, a favore della signora. Con una determina comunale approvata il 30 luglio, quindi, l’Amministrazione procederà con il pagamento alla signora.
Il commento del sindaco
«Si tratta di una vicenda che affonda le radici nel 2018 – spiega la sindaca Maurizia Rebecchi –, quando, nel precedente mandato, abbiamo intrapreso un’azione che aveva come obbiettivo lo sviluppo economico e urbano di cittadini privati. Erano infatti arrivate una decina di richieste di varianti urbanistiche, a cui avevamo dato atto. Lo sviluppo urbano del Comune di Ravarino era infatti ancora legato a un piano regolatore degli anni ’80, che spesso contrasta con gli interessi privati. Tuttavia, il Consiglio comunale ha dovuto conformarsi al parere della Provincia di Modena, che si era espressa negativamente difronte a queste varianti. La signora si è appellata a una legge regionale del 2017, che abrogava i vincoli di tutela dei patrimoni storici. Tuttavia, è giusto rispettare i vincoli paesaggistici, e la sentenza del Consiglio di Stato è stata chiara: con l'adozione del Pug, si deciderà sulle sorti di quell'area, e lì sarà valutato se confermare o meno il vincolo in questione. Solo nei prossimi mesi, quindi si saprà se la signora potrà avviare o meno gli interventi di ristrutturazione che aveva in programma», conclude la sindaca.
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