Quante abitazioni vuote ci sono in provincia di Modena: studenti e lavoratori le vittime del “problema casa”
Richieste di affitto esose alle quali rispondere in fretta, qualche occasione c’è
MODENA. Secondo gli ultimi dati Istat disponibili, aggiornati al 2021, in provincia di Modena sono 383.765 le abitazioni presenti di cui un numero altissimo - 80.432, poco meno di una su cinque - risulta non occupata. A Modena città i numeri sono rispettivamente 95.802 e 12.330, a Carpi 34.589 e 3.584, a Sassuolo 19.956 e 2.821. Restando al capoluogo e andando ancor più nello specifico rispetto alle 303.333 abitazioni occupate da persone titolate risultano essere 216.311 quelle di proprietà e 60.566 quelle concesse in affitto (le restanti, dice Istat, hanno “un altro titolo”). Partiamo dai numeri per evidenziare il gigantesco problema casa a Modena.
Tutti i numeri
Si avvicina settembre e dunque il periodo in cui la ricerca spasmodica di alloggi da parte degli studenti universitari fuorisede - già in corso chiaramente - si fa pressante. A Unimore sui circa 25mila iscritti chi studia lontano da casa e dunque deve dormire da qualche parte è circa il 15%, tra 3.000 e 4.000 ragazzi. Ovviamente, come da tempo ormai viene detto, i prezzi sono elevatissimi e così trovare una stanza o un posto letto diviene faticosissimo. A volte impossibile. Sulla bacheca “offerta alloggi per studenti Unimore” sul sito dell’ateneo qualche possibilità a prima vista appetibile c’è. Quando abbiamo controllato c’erano a esempio due stanze in un appartamento in palazzo ristrutturato in viale Caduti sul Lavoro a Modena Est ad appena dieci minuti di distanza in bicicletta dal Tecnopolo, al costo di 350 euro a stanza (più utenze e spese non quantificate). Pare decente, anche se qui è solo per studentesse, l’offerta in pieno centro, in via Falloppia, un quarto piano privo di ascensore a 350 euro il posto letto e 450 la camera singola. Poi, sempre sul sito, svariate possibilità a Reggio e sul territorio. A ciò si aggiungono ovviamente le tante “offerte” gestite dalle agenzie immobiliari, o anche da privati sui social, con richieste spesso esose e condizioni poco trasparenti.
Quel che è certo comunque è che questo mercato - tra polemiche per affitti di stanze di 9 metri quadrati (è il minimo che consente il Comune di Modena per l’affitto, bassissimo) e alloggi fatiscenti - su internet diventa spesso una giungla vera e propria anche per alcune richieste appunto esose o da scegliere nel giro di poche ore.
E i lavoratori?
Ma il problema casa a Modena - situazione difficile, che tra un po’ sarà simile a Milano - non riguarda solo gli affitti per gli studenti. Con gli stipendi che, a fronte di un costo della vita enormemente cresciuto a causa dell’inflazione e anche per il fatto che la città è divenuta turistica, praticamente si abbassano per certe professioni è sempre più complesso vivere a Modena città. Ecco dunque che pare una buona idea quella annunciata giorni fa dal sindaco Massimo Mezzetti, ossia convertire (temporaneamente?) ad abitazione i circa 2mila uffici vuoti modenesi, a condizione che essi vengano adeguatamente ristrutturati e messi a disposizione dell’Agenzia Casa comunale con destinazione a canone concordato. Certo, ci guadagneranno molto i proprietari che oggi hanno sul groppone centinaia di uffici vuoti, ma al contempo potrebbero trovare casa tanti agenti di forze dell’ordine di prima nomina, infermieri, giovani docenti, autisti che oggi faticano moltissimo a risolvere il problema.
Il boom turistico
Va infatti ricordato che il boom turistico che da un un po’ di tempo sta interessando Modena va di pari passo con l’esplosione del numero di alloggi convertiti per gli affitti brevi turistici. Nel centinaio di appartamenti liberi a Modena per tutto settembre su Booking è impossibile trovare a meno di 1.300-1.500 euro a testa per 28 notti. Certo, l’affitto breve visto dal punto di vista dei piccoli proprietari non va demonizzato - chi può mette a reddito il vecchio appartamento ereditato dalla nonna e integra così le proprie entrate, non sempre milionarie - ma certamente questa pratica fa decrescere enormemente le case per gli studenti e i lavoratori meno forti. Modena, come si diceva, cerca di mettere una toppa con azioni pubbliche, anche se vige sempre la proprietà privata. Forse, però, il tema è nazionale e dunque riguarda il governo.l
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