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Il bilancio

Il Pettirosso non si ferma: «Altri 20mila metri per gli animali. E a settembre via alla “Pizza con i lupi”»

di Paola Ducci

	Piero Milani (al centro) con alcuni dei 30 volontari del Pettirosso
Piero Milani (al centro) con alcuni dei 30 volontari del Pettirosso

L’esperto in fauna selvatica Piero Milani guida il centro: «Nel 2024 abbiamo soccorso ben cinquemila animali»

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MODENA. Tremila animali in ricovero, tra cui 20 lupi, molti prossimi alla liberazione dopo essere stati curati, per quasi 4.000 ingressi dall’inizio dell’anno fino ad ora (più di 5.000 nel 2024) con oltre 200 piccoli uccelli liberati dal 25 aprile ad oggi. Il tutto gestito da circa 30 volontari amanti della fauna selvatica che tutti i giorni, a turno, prestano il loro servizio rispondendo fino a 70 chiamate di richiesta di aiuto al giorno. Sono questi i numeri straordinaridel Centro fauna selvatica il Pettirosso di stradello del Pettirosso 1 a Modena, una struttura di recupero e cura per animali selvatici in difficoltà, feriti o in pericolo aperto h24 365 giorni l’anno.

Un luogo prezioso
Il Centro, sotto la guida dell’esperto in fauna selvatica Piero Milani, ospita e assiste innumerevoli specie diverse di animali selvatici, dai rapaci ai piccoli mammiferi, collaborando con enti pubblici, veterinari e cittadini per la tutela della fauna e dell’ambiente. «Oggi siamo nuovamente in espansione: ci stiamo ampliando con altri 20 mila metri quadri di spazio, per offrire un servizio sempre più efficace ed efficiente, non solo al nostro territorio ma anche quello nazionale e internazionale», annuncia Milani. È infatti numerosa la fauna selvatica che viene in ricovero al Pettirosso di Modena anche da altre parti d’Italia o addirittura dall’estero.

Le parole di Milani
«Per esempio la maggior parte dei lupi che abbiamo qui in ricovero in questo momento provengono prevalentemente dal Trentino Alto Adige e da altre zone appenniniche del Centro Italia. Purtroppo le nostre strade e il nostro territorio, a forza di consumare suolo, ha reso gli habitat di questi animali sempre più ristretti e quindi sono numerosissimi gli esemplari che vengono feriti da auto in corsa. A proposito di lupi, ci tango a dire che se non si sentono in pericolo non attaccano l’uomo, l’appello che faccio alle persone che dovessero avvistarne uno o più, è quello di lasciare che si allontanino da soli. Cosa diversa se si dovesse comprendere che sono feriti: se così fosse chiamateci subito».

L’aiuto agli animali

Ma perché sono così tanti gli animali selvatici che hanno bisogno di aiuto?
Milani è molto chiaro: «Fondamentalmente per due ragioni: in primo luogo perché gli animali selvatici hanno sempre meno spazio dove poter vivere e, avvicinandosi troppo a luoghi abitati o frequentati dall’uomo rischiano di essere investiti dalle auto o spesso aggrediti dai nostri animali domestici (vedi cani lasciati liberi sui sentieri di montagna o in campagna), in secondo luogo perché la gente ha una scarsissima conoscenza della fauna selvatica. Molti ricoveri potrebbero infatti essere evitati ed è per questo che abbiamo attivato un canale Whatsapp, attivo h24, con il quale gestiamo le segnalazioni delle persone e possiamo dare una mano a distanza. La raccomandazione però è quella di chiamarci sempre e valutare con noi le condizioni dell’animale: noi siamo sempre pronti a metterci in macchina per andare a recuperare l’animale ferito o che ha bisogno di aiuto». Il prossimo evento si terrà questo venerdì, il giorno di Ferragosto a Zocca dove verranno reinseriti nel loro habitat naturale tantissimi animali di specie completamente diverse che vanno dai volatili ai piccoli mammiferi. «Ma la novità di quest’anno sarà un evento speciale che stiamo programmando per settembre dal titolo “Pizza con i lupi”».