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Violenza shock

Invito a cena con rapina: le adescano online, poi all’appuntamento si presentano con i coltelli

Invito a cena con rapina: le adescano online, poi all’appuntamento si presentano con i coltelli

Conclusa un’importante operazione della polizia: in manette due cittadini moldavi di 28 e 24 anni, gravemente indiziati dei reati di rapina aggrava e lesioni personali

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MODENA. Adescavano le vittime online, sui siti di incontri, e si facevano invitare a casa dopo aver guadagnato la loro fiducia. Una volta all’interno dell’appartamento, scattava l’operazione criminale, o meglio, la rapina: estraevano i coltelli e si facevano consegnare soldi e preziosi.

L’arresto
Sono finiti così in manette due cittadini moldavi di 28 e 24 anni, gravemente indiziati dei reati di rapina aggrava e lesioni personali, arrestati il 14 agosto scorso dalla Polizia di Stato di Modena. Gli agenti hanno dato esecuzione all'ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Modena il giorno stesso, su richiesta di questa Procura della Repubblica.

Il comunicato della Procura

«Le indagini hanno preso avvio da due distinti episodi criminosi, occorsi rispettivamente a Modena il 13 maggio scorso ed a Carpi il giorno successivo. In entrambe le circostanze – spiega il procuratore in una nota – gli indagati avrebbero agito con il medesimo modus operandi, ovvero, dopo aver preso contatti con le vittime attraverso un sito di incontri on line ed averne guadagnato la fiducia, si erano fatti invitare a casa. Una volta all’interno delle abitazioni, le avevano colpite e minacciate con l'utilizzo di coltelli, costringendole a consegnare loro denaro contante e oggetti di valore. La minuziosa attività investigativa, condotta dai poliziotti del Commissariato di P.S. di Carpi e della Squadra Mobile di Modena ha permesso di ricostruire la dinamica dei fatti e di acquisire gravi indizi di colpevolezza a carico degli indagati. Si rammenta che gli indagati sono da considerarsi presunti innocenti fino alla sentenza di condanna irrevocabile», conclude.

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