Macchina distrutta da un cinghiale: dopo 17 anni condannata la Regione e automobilista risarcito
Conclusa la causa intentata da un cittadino contro Comune di Pavullo, Provincia di Modena e Regione Emilia-Romagna dopo un grave incidente stradale avvenuto il 27 luglio 2008. Via libera al risarcimento per oltre 20mila euro
PAVULLO. Un cinghiale che sbuca all’improvviso dalla boscaglia, un’auto distrutta e una vicenda giudiziaria durata oltre 15 anni. Si chiude così, con la decisione definitiva della Corte di Cassazione, la causa intentata da un cittadino contro Comune di Pavullo, Provincia di Modena e Regione Emilia-Romagna dopo un grave incidente stradale avvenuto il 27 luglio 2008. Quel giorno l’auto dell’uomo, mentre percorreva via Benedello a Pavullo, fu travolta da un cinghiale. L’urto fece ribaltare la vettura, poi completamente distrutta. Da qui la richiesta di risarcimento per oltre 20mila euro.
Regione e Comune condannati
Il tribunale di Modena, in un primo momento, aveva respinto la domanda ritenendo antieconomica la riparazione dell’auto. L’automobilista però non si è arreso e in Appello ha ottenuto ragione: la Corte di Bologna ha condannato Regione e Comune a risarcirlo, escludendo invece la Provincia di Modena. La Regione ha tentato allora la strada della Cassazione, sostenendo che la responsabilità non poteva ricadere su di essa, avendo trasferito la gestione della fauna selvatica alle Province. Non solo: secondo la difesa regionale, il cittadino avrebbe dovuto provare la colpa dell’ente, richiamando l’articolo 2043 del codice civile, che disciplina la responsabilità per fatto illecito. La Suprema Corte ha però respinto tutti i motivi del ricorso. I giudici hanno ricordato che, quando si tratta di incidenti causati da fauna selvatica, vale l’articolo 2052 del codice civile: l’ente pubblico risponde in quanto “proprietario” o gestore degli animali, indipendentemente dalla colpa. In altre parole, basta dimostrare il nesso tra l’animale e il danno, senza dover provare la negligenza della pubblica amministrazione.
Inoltre, la Cassazione ha ribadito un principio ormai consolidato: la responsabilità civile ricade sempre sulla Regione, poiché la fauna selvatica rientra nel patrimonio indisponibile dello Stato ed è affidata alla cura e alla gestione regionale. La Regione, eventualmente, potrà rivalersi sulle Province o sugli enti che non hanno adottato le misure di prevenzione, ma non può sottrarsi al risarcimento nei confronti del cittadino.
La sentenza
Con questa decisione l’automobilista otterrà i 20.300 euro già riconosciuti dalla Corte d’Appello, oltre agli accessori. La Regione, oltre al risarcimento, dovrà farsi carico anche delle spese legali: circa 2.800 euro per ciascun controricorrente, più gli oneri accessori. La vicenda si inserisce in un contesto di crescente allarme per la diffusione dei cinghiali sul territorio, con conseguenti rischi per automobilisti e agricoltori. La Cassazione, ancora una volta, chiarisce che la tutela dei cittadini spetta innanzitutto alla Regione, chiamata non solo a prevenire, ma anche a rispondere economicamente dei danni provocati dalla fauna selvatica.l
