E’ morto Zennasi Zanasi, imprenditore e fondatore della Staz
Aveva 90 anni, il ricordo delle nipoti: «Tutti gli volevano un bene dell'anima»
NONANTOLA. Appena la gente sentiva quel doppio cognome, Zennasi Zanasi, un’errore dell’anagrafe, l’associazione era immediata: «“Sei la nipote di Giorgio”», ricorda Simona insieme alla sorella Daniela. Il nonno con cui hanno condiviso la loro quotidianità sin da piccole, quel Giorgio Zennasi Zanasi che ha sempre fatto parte della comunità di Nonantola, è venuto a mancare a 90 anni, la notte tra il 17 ed il 18 agosto.
La morte
«In questo ultimo periodo ci ha sorpreso, perché aveva problemi di cuore già da tantissimo tempo. Sei anni fa ci avevano detto che non ce l’avrebbe fatta. Affiancato da altri due soci, Giorgio aveva fondato a San Cesario Staz, un’azienda metalmeccanica, portandola al successo».
Chi era
La sua storia è quella di chi si è rimboccato le maniche per riuscire a far nascere un’impresa da zero ed a farla diventare una Spa, fino a quando, in seguito al suo pensionamento, «è stata rilevata da Stilma acciai». Nel tempo libero «amava i cani e aveva i segugi sia per cacciare che per partecipare a concorsi». In queste ore di lutto, una catena di chiamate, un susseguirsi di messaggi e parole di conforto stanno manifestando alla famiglia l’affetto di conoscenti e amici.
Il ricordo
«Ha avuto un cuore grande, perché ha offerto tante possibilità a molti. Non conosciamo nessuno che parli male di nostro nonno. Gli volevano un bene dell'anima, tutti, e ce ne stiamo rendendo conto anche adesso che è venuto a mancare».
«Non ho mai visto una persona amare tanto una moglie come ha fatto lui con Graziella», racconta con commozione Simona, accennando al matrimonio del nonno, avvenuto circa una settantina di anni fa. Sin da giovani, lui e Graziella «erano innamoratissimi e lo sono stati fino all’ultimo», riuscendo a regalare al figlio Elio e agli altri componenti della famiglia una vita in cui non mancava nulla. Per Simona e Daniela, nonno Giorgio faceva parte della normalità: i pranzi domenicali, le feste, i momenti in cui passavano a trovarlo in azienda. I ricordi si intrecciano con naturalezza allo scorrere dei giorni, quando i genitori erano frequentemente impegnati per lavoro. Una volta diventate adulte, Giorgio non ha smesso di cercare le nipoti, così come la vicinanza dei familiari. Una telefonata. Un incontro a sorpresa. «Aveva bisogno di vederci. Me lo ritrovavo anche al lavoro solo perché voleva vedermi. E, così, lui stava già bene». Domani i funerali alle 9 presso la Pieve.
