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Il giallo di via Stuffler

Omicidio del prof Marangio: la sua partenza per Roma possibile movente del delitto

di Paola Ducci e Daniele Montanari
Omicidio del prof Marangio: la sua partenza per Roma possibile movente del delitto

Lo psicoterapeuta modenese potrebbe essere stato ucciso da un conoscente contrario alla sua scelta di trasferirsi nella Capitale

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MODENA. Potrebbe essere proprio l’imminente partenza per Roma, dove si sarebbe trasferito per raggiungere la figlia, il movente dell’omicidio di Raffaele Marangio, lo psicoterapeuta 78enne ritrovato cadavere il 26 luglio scorso nello studio della sua abitazione in via Stuffler. Potrebbe essere stato ucciso da qualcuno che non voleva quel trasferimento lontano.

Le presenze in casa
Sentendo diversi vicini – che però ci tengono a mantenere l’anonimato – emerge che lo psicoterapeuta, docente Unimore in pensione, non conduceva poi una vita solitaria, come inizialmente si pensava. «Lo vedevamo spesso uscire da solo alla mattina per andare a fare colazione» riferisce un vicino, ricordando però che fino a poco tempo fa «casa sua era frequentata da persone che partecipavano ai corsi di formazione che teneva in giardino».
Ma secondo un altro vicino casa sua era frequentata anche adesso, in maniera abbastanza sistematica: «Il venerdì sera era solito avere gente a casa – riferisce – ho visto venire diverse persone, e coppie, in abiti eleganti, e restare lì parecchio. Non so se fossero delle feste o delle cene, comunque si tenevano di frequente, ed erano partecipate».
Un altro vicino di casa mostra di sapere cose riguardo la situazione del professore, «ma non posso parlare – sottolinea – sono stato sentito in Procura e ho detto quello che sapevo. Ma adesso devo mantenere il riserbo».

L’ipotesi
Se l’abitazione del prof era frequentata in maniera sistematica, è possibile che ci fosse chi non voleva la sua partenza per Roma. L’assassino – dagli elementi emersi in questi giorni l’ipotesi del suicidio sembra accantonata – potrebbe essere un amico che non riusciva ad accettare la fine improvvisa di ritrovi e abitudini consolidate.
Da qui l’aggressione che ha portato alla morte del 78enne. Secondo quanto trapelato, Marangio sarebbe stato aggredito alle spalle da qualcuno che gli ha stretto attorno al collo la cintura di pelle che ha causato la sua morte per asfissia. Da qui la caduta in avanti, con il corpo rimasto in quella posizione per un po’. Ecco il perché delle ecchimosi ritrovate sul torace. Poi il corpo sarebbe stato girato a pancia in su, ed è così che è stato trovato dagli investigatori della Squadra Mobile. La salma a quel punto sarebbe stata ricomposta dall’assassino, prima di andarsene. Un gesto di rispetto nei suoi confronti, che confermerebbe una conoscenza consolidata tra i due. Sarebbero queste le motivazioni dell’assenza di disordine in casa: il prof ha aperto la porta a uno che conosceva ed è stato aggredito alle spalle, di fatto senza possibilità di reazione.
Gli inquirenti stanno continuando l’esame delle telecamere di videosorveglianza per identificare l’assassino, ma ci vorrà ancora molto tempo. Forse arriveranno riscontri più rapidi dall’esame dei tabulati del suo cellulare. È probabile infatti che tra i due ci fosse stato nei giorni prima anche un ripetuto contatto telefonico.

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