Silvia Torri spicca il volo: va in Bulgaria nell’Opera di Stato
Da Lama Mocogno al teatro di Stara Zagora: «Un sogno che si avvera, dopo tanti sacrifici»
LAMA MOCOGNO Da Lama al secondo teatro d’opera della Bulgaria, assunta come parte integrante della sua prestigiosa orchestra. È la favola che sta vivendo Silvia Torri, a neanche 27 anni (li compirà a settembre).
La talentuosa musicista, che a soli vent’anni è diventata direttrice della banda di Lama Mocogno, a metà agosto ha ricevuto la comunicazione che cambierà la sua vita: ha superato la selezione per clarinetto e clarinetto basso all’Opera di Stato di Stara Zagora, e dal 15 settembre sarà in servizio per la messa in scena degli spettacoli dell’imminente nuova stagione. È un posto di grande prestigio, nel contesto internazionale del secondo teatro d’opera della Bulgaria, dopo quello della capitale Sofia. Un grande sogno che si avvera, e che la porterà adesso a traferirsi in un nuovo Paese.
Silvia, com’è nato tutto?
«Stara Zagora aveva pubblicato tempo fa un bando di selezione per l’orchestra. A luglio ho scoperto che si era liberato un posto per clarinetto, e mi sono detta: “Devo provare!”. Così ho mandato la mia candidatura tramite curriculum e video. Ho una certa formazione ormai: ho cominciato a suonare il clarinetto a 9 anni con la banda, nell’aprile 2021 ho conseguito un diploma di primo livello al conservatorio Vecchi Tonelli di Modena e nel 2023 quello di secondo livello. A marzo 2025 poi ho ottenuto un altro diploma di secondo livello a Ravenna. Avevo iniziato anche un altro percorso a Parma, ma adesso lo interrompo, perché il lavoro a Stara Zagora sarà a tempo pieno. Sono contentissima: è stupendo raggiungere un contesto di questo prestigio, non osavo sperarci. È un sogno che si avvera, dopo tanto lavoro e tanti sacrifici».
Cosa suonerai?
«È un teatro che si occupa di opere e balletto, fanno anche tante opere italiane, oltre a quelle locali. Comincerò proprio con gli italiani: i primi spettacoli saranno la Carmen di Bizet e la Madama Butterfly di Puccini. Ci sarà qualche giorno di prova e poi andremo subito in scena. Poi sono curiosa di conoscere gli autori locali: ci sarà molto da scoprire».
E la banda?
«Mi spiace molto, ma devo per forza lasciare la direzione. Il lavoro all’estero non mi permetterebbe mai di essere presente con la frequenza necessaria per preparare al meglio eventi e concerti. Se potrò, mi piacerebbe venire a suonare ancora qualche volta. Ma la direzione no, non sarebbe compatibile. I miei ultimi due servizi da maestro saranno il 23 agosto a Fiumalbo e il 24 a Polinago, ma la banda manterrà comunque gli impegni presi il 14 settembre a Montecerreto, il 4 ottobre a Lama per la festa del Parmigiano e il 4 novembre per il servizio istituzionale. Poi i ragazzi del Consiglio dovranno decidere il da farsi».
A casa cos’hanno detto quando è arrivata la comunicazione?
«Sono molto contenti per me. Chiaramente sarà un po’ difficile per tutti all’inizio abituarsi alla nuova vita, ma è per un lavoro importante».
Un cambio di vita veloce e notevole, in un altro Stato...
«Beh sì, per quanto sia una scelta bella, è anche impegnativa: bisogna trovarsi casa in una città e un Paese completamente sconosciuti... Sarà un po’ un’avventura, ma mi darà tanto».
Sei a tutti gli effetti un altro cervello in fuga dall’Italia...
«In Italia finora ho trovato un ambiente della musica abbastanza chiuso, le possibilità non sono così tante. Parecchi giovani musicisti stanno partendo per l’estero, lo tocco con mano: tanti amici del conservatorio di Modena sono andati nell’Europa dell’Est, dove hanno trovato molti più sbocchi, e in contesti gratificanti».
Tu resterai all’estero?
«Non lo so. Ho un contratto a tempo indeterminato, quindi potrei rimanere là tutta la vita. Ma potrebbero arrivare anche altre occasioni... Vedremo lungo la strada».
