Gazzetta di Modena

Modena

Il ritratto

Massimo Cacciari ricorda Michelina Borsari, anima del FestivalFilosofia: «Grande apertura mentale»

di Maria Vittoria Scaglioni

	Michelina Borsari e Massimo Cacciari
Michelina Borsari e Massimo Cacciari

Tra le voci autorevoli che si uniscono al cordoglio per la professoressa modenese scomparsa, c’è anche quella dello stimato filosofo

3 MINUTI DI LETTURA





MODENA. Anche le voci più autorevoli tra i filosofi italiani rammentano Michelina Borsari prima che divenisse traccia ed eredità.
Massimo Cacciari, membro del comitato scientifico, conserva un ricordo lungo trent’anni: «La conoscevo da prima ancora che il FestivalFilosofia venisse inaugurato. Di quello è stata la prima promotrice e ha continuato a esserne davvero l’anima, la persona che se ne prendeva più cura, che accoglieva tutti gli ospiti e li conosceva a fondo. Straordinaria nell’attenzione che porgeva alla preparazione degli appuntamenti e all’approfondimento di ogni autore, guidata com’era dalla dote di una grande apertura mentale, della propria capacità di dialogo e di rapportarsi con gli altri, penso che sia una perdita molto grave per la comunità filosofica italiana. Credo che non ci sia una persona di cultura o un filosofo in Italia che non ricordi con affetto e con stima Michelina Borsari e credo che non ci fosse nessuno che conoscesse il dibattito filosofico contemporaneo meglio di lei».

Barbara Carnevali
La professoressa Barbara Carnevali, anch’ella membro del comitato scientifico del Consorzio per il FestivalFilosofia, chiamata a ricoprire questo ruolo proprio dalla professoressa Borsari, si sofferma sul suo lascito: «Michelina ha dedicato tutta la sua vita a creare istituzioni, cioè luoghi che permanessero nel tempo in cui le persone trasmettessero cultura, consegnando il sapere agli altri. Non era solo una persona che studiava e scriveva per se stessa preoccupandosi esclusivamente del proprio successo; al contrario, per lei era fondamentale l’oggetto, nel senso che davvero ci ha lasciato “cose” concrete come il Festival, che anche dopo il suo passaggio individuale resterà. Hegel lo chiamava proprio “spirito oggettivo”, cioè la cultura che diventa cosa: per esempio, l’unica facoltà di studi umanistici presente a Modena, che lei ha contribuito a creare, o la Scuola Internazionale di Alti Studi “Scienze della Cultura”, oltre al Festival, sono tra le entità oggettive veicolo di sapere che lei ci ha lasciato».

Qualità intellettuali
Sulle qualità intellettuali della professoressa Borsari, Carnevali aggiunge: «Di Michelina Borsari mi ha sempre colpito la lungimiranza intellettuale. Era una persona che aveva un “gusto” filosofico molto spiccato e di cui ci si poteva fidare ciecamente; se una cosa le piaceva, c’erano altissime probabilità che fosse molto buona. Lei leggeva in anteprima, senza aspettare che le mode culturali arrivassero in Italia già predisposte. Ricordando la persona come donna e come intellettuale mi soffermo sul suo modo di fare e di porsi, allo stesso tempo molto autorevole e dotato di un’eleganza gentile. Questo è ciò che ricordo con più affetto».
Il carattere
Il carattere di Michelina Borsari ha costituito il cardine del FestivalFilosofia e al tempo stesso la forza trainante che ne indicava il futuro, nonché ciò che teneva insieme la sua struttura.
«Aveva una personalità molto forte e carismatica; soprattutto sapeva lavorare in gruppo – dote di questi tempi sempre più rara – senza mettere le persone in competizione, anzi stimolando la loro creatività e la coltivazione di un proprio stile filosofico. Così all’interno del Festival hanno potuto convivere registri e opinioni molto diverse. Il tema di quest’anno è davvero un tributo alla sua eredità, che tra tre settimane, quando apriremo l’evento, verrà certamente celebrata. La vocazione di questo progetto alla fine è l’educazione, intesa come un’attività politica e collettiva. E pare – conclude Carnevali – che questa dimensione di collettività torni sempre parlando di Michelina: non si tratta solo del singolo, ma di cosa sta tra i singoli, come lei ci ha insegnato». 

© RIPRODUZIONE RISERVATA