Omicidio del prof, indagato uno straniero: la ricostruzione dell'avvocato
Il legale della famiglia sugli ultimi sviluppi: «È possibile che la morte di Marangio sia stata causata da una persona che non voleva la sua partenza. Ma allo stato attuale è solo un’ipotesi: attendiamo con fiducia gli sviluppi delle indagini»
MODENA. «È possibile che la morte del professore sia stata causata da una persona che non voleva la sua partenza. Ma allo stato è solo un’ipotesi: attendiamo con fiducia gli sviluppi delle indagini». A parlare è l’avvocato Luca Brezigar, che tutela assieme al collega Domenico Ippolito la famiglia di Raffaele Marangio, lo psicoterapeuta di 78 anni trovato morto il 26 luglio nella sua casa in via Stuffler con una cintura di pelle stretta attorno al collo. La Procura ha aperto un fascicolo per omicidio volontario – al momento risulterebbe indagato un cittadino straniero – e il sospetto che l’assassino fosse qualcuno che non voleva la partenza del prof (docente di Unimore in pensione) per Roma, è legata al fatto che il 78enne il 28 luglio aveva già fissato il rogito per la vendita della casa. La data era vicinissima ormai, e la scelta sarebbe stata irreversibile.
La ricostruzione dell’avvocato
La salma ricomposta sul pavimento in posizione supina ha fatto pensare subito a un gesto di rispetto nei confronti della vittima, quindi a un assassino legato da un rapporto di conoscenza o amicizia. Ed è possibile a questo punto che proprio in nome di questa conoscenza, non volesse il distacco. Che sarebbe dunque il movente del delitto. «L’ipotesi è plausibile – nota l’avvocato – ma ci tengo a precisare che il prof non aveva alcuna fretta di partire. La vendita della casa era stata fatta senza correre, con un prezzo congruo».
Si stringe il cerchio
Da quanto trapelato, gli inquirenti stanno stringendo il cerchio attorno a uno straniero che attualmente è ricercato. «Noi non sappiamo se questa persona effettivamente frequentasse la casa della vittima – nota Brezigar – sappiamo che sì, il professore aveva contatti con diverse persone, anche ex pazienti. Ma la famiglia non conosceva la situazione dei suoi ultimi giorni, e non nutre sospetti verso qualcuno in particolare. La ricerca di questo straniero di cui si parla potrebbe essere funzionale anche all’espletamento degli atti d’indagine irripetibili – sottolinea il legale – ma non sappiamo se ci sia un solo ricercato. Peraltro, se ci fossero elementi cristallini a carico di una persona, verrebbe disposta una misura cautelare nei suoi confronti. A quanto ci risulta, la Procura sta facendo accertamenti su tutta la cerchia di conoscenze della vittima. Non escludo che si possano essere anche altre persone attenzionate in questa fase. L’unico dato certo al momento – osserva l’avvocato – è che chi ha agito era una persona con cui la vittima aveva un rapporto di conoscenza, e che non è entrata con la forza». l
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