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Allarme incendi boschivi in provincia di Modena: i dati e i motivi

di Stefano Luppi
Allarme incendi boschivi in provincia di Modena: i dati e i motivi

I numeri dei carabinieri forestali: cinque roghi da inizio anno. «L’area centrale della regione a rischio per la vegetazione secca»

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MODENA. Preoccupa la situazione incendi nei boschi nella provincia modenese, e non solo per quello recente a Gaiato di Pavullo, su 3mila metri quadrati, ossia un terzo di ettaro. Situazione da monitorare soprattutto dopo i numeri forniti di recente dal Gruppo Carabinieri Forestale di Bologna e Ferrara, diretto dal colonnello Aldo Terzi, che raccontano di cinque roghi nel Modenese, ossia il 16% dei 32 avvenuti in Emilia Romagna tra inizio anno e il 31 luglio.

I carabinieri forestali - circa 400 in regione, a Modena e Reggio diretti dal tenente colonnello Laura Guerrini - monitorano soprattutto la pianura compresa tra Modena, Valsamoggia e Bologna, «quella maggiormente a rischio perché la vegetazione è molto secca», dicono. Va invece decisamente meglio tra Reggio e Ferrara, visto che in questi territori finora incendi boschivi non ne segnalano. In generale, però, i numeri vanno tenuti d’occhio visto che, comprendendo anche i giorni fino a Ferragosto, in regione gli incendi boschivi sono saliti a una quarantina, con le fiamme spesso scatenate per negligenza, imperizia, superficialità e in qualche caso dolo. Su tali eventi, di cui spesso i carabinieri individuano i colpevoli, interviene il colonnello Terzi.

Comandante, com’è andato il Ferragosto?
«Abbastanza bene, abbiamo avuto controlli e qualche intervento sul Bolognese, sia in quel giorno sia il 17, ma nulla di troppo allarmante. Certo, a molti è stato detto di stare attenti con i comportamenti a rischio. In ogni caso abbiamo monitorato in particolare l’area centrale della regione, tra Modena e Imola, quella maggiormente a rischio per la vegetazione molto secca».

Veniamo ai numeri...
«Dall’inizio dell’anno e fino al 31 luglio scorso, gli incendi boschivi in regione sono stati 32, 16 nel primo semestre, mentre gli altri 16 si sono verificati nel mese di luglio. Ad agosto, fino al 15 si sono verificati in Emilia Romagna ulteriori 8 roghi nei boschi, per un totale dunque di 40 incendi boschivi. Se si eccettua il più esteso di questi - 18 ettari interessati a Calderino (Bologna) - tutti gli altri sono su una superficie inferiore all’ettaro. Guardando ai numeri primo gennaio-31 luglio, poco meno del 50% di questi incendi è avvenuto nel Bolognese, e per il 60% dei casi il loro scatenarsi si deve a comportamenti negligenti e superficiali. Sono gli incendi colposi, in tutto 19 quelli così classificati in regione, e di essi in 9 abbiamo individuato il colpevole. A essi se ne aggiungono 12 di origine dolosa (il 38%), ossia appiccati intenzionalmente. Ricordo che si rischiano multe importanti e anche il carcere, con pene fino a dieci anni».

Le province di Modena, Reggio e Ferrara dove si collocano in regione?
«La provincia modenese è al secondo posto: qui sono avvenuti finora cinque incendi boschivi, pari al 16% del totale regionale, mentre finora siamo a quota zero incendi boschivi per le province di Ferrara e Reggio. Per queste tre province, inoltre, non ci sono eventi nella prima quindicina di agosto, perché gli 8 incendi registrati si sono verificati a Bologna (4), Parma (2), Piacenza e Forlì-Cesena».

Sono invece 226 i roghi in ambito agricolo.
«Si tratta di incendi di vegetazione di campi agricoli, non brucia bosco, ma certo l’anidride carbonica rilasciata è la medesima».

Voi avete competenze anche di controllo idrogeologico, come va da questo punto di vista?
«È una delle nostre competenze più antiche e oggi, grazie a un protocollo, operiamo al fianco del commissario, prima il generale Figliuolo e ora Curcio. Quello del controllo di zone a rischio alluvione è uno dei compiti quotidiani più importanti che abbiamo: teniamo d’occhio corsi d’acqua e movimenti del terreno».