In cinquecento al funerale di Michelina Borsari: «Coltiveremo la tua idea di cultura»
Un folla commossa ha salutato l’ideatrice e anima del Filosofiafestival, colleghi filosofi e parenti hanno preso parola
MODENA. Il funerale di Michelina Borsari, celebrato ieri al Terracielo Funeral Home, è stato un tripudio di emozioni. Il dolore dilagante ha accomunato i presenti, che hanno cucito i vari ricordi legati a lei, donando l’immagine di una donna che ha saputo, grazie alla profondità del suo pensiero, lasciare un segno indelebile nella vita di tanti, e trasformare la cultura in parte integrante della città.
Daniele Francesconi
Ma oltre allo strazio, ciò che ha prevalso è stato il senso di gratitudine. Si deve a lei la nascita del Festivalfilosofia, guidato da Borsari dal 2001 al 2016, oltre all’istituzione della facoltà umanistica di Unimore. «La voglio ricordare con un aneddoto – dice Daniele Francesconi, direttore del Consorzio del Festival, salito con grande commozione sull’altare, davanti alle sedute gremite di occhi lacrimanti – Voglio tornare all’inizio di tutto, a una telefonata che lei mi fece quando avevo finito il mio ciclo di dottorato. Mi convinse a venire a Modena per lavorare con lei alla Scuola Alti Studi della Fondazione San Carlo di cui ha assunto la Direzione scientifica nel 1987. “Qui imparerai a dare gambe alle idee”, mi disse. Ecco: giuriamo solennemente, qui difronte a lei, che faremo di tutto per continuare a dare gambe alle idee».
«Oggi – continua – salutiamo una persona che lascia un vuoto incolmabile. Ci lascia un patrimonio di idee e insegnamenti ineguagliabile. Ma soprattutto ci lascia un’idea di cultura pensata né come intrattenimento né come ricerca di consenso, bensì come continua cura dello spirito critico. Dobbiamo cercare di esserne all’altezza».
Federico Zanfi, il nipote
Toccanti le parole del nipote Federico Zanfi: «Era ammirevole il suo grande intelletto, con cui nutriva anche la nostra vita, indirizzandoci e consigliandoci nelle scelte che abbiamo fatto. Più recentemente ha fatto lo stesso con i suoi pronipoti, ai quali generosamente dava ripetizioni ad ampio spettro su tutti i temi che nei vari livelli scolastici progressivamente incontravano. Zia Michi, grazie davvero per tutto quello che ci hai dato. Grazie».
Alberto Bertoni
Tra i volti noti del mondo intellettuale, era presente il poeta Alberto Bertoni: «Il Festival è diventato uno degli appuntamenti più importanti del panorama internazionale. Si pensi solo alla capacità di riempire piazza Grande per 25 edizioni, portando tante persone ad ascoltare filosofi anche complessi: questo è stato un pregio e un merito tutto da assegnare a Borsari. Poi c’è l’impegno che ha dedicato per ottenere la nascita della facoltà umanistica di Unimore, qualcosa di indelebile».
L'amica Sibilia Cuoghi
Sibilia Cuoghi era una grande amica di Borsari, ha ricordato gli aneddoti legati agli anni scolastici trascorsi insieme: «La svolta verso la conquista della piena maturità l’ha vissuta dal passaggio dal ginnasio al liceo. Un’estate abbiamo addirittura iniziato a scrivere un romanzo, con i Beatles protagonisti. L’incontro con la filosofia fu per lei determinante per l’evoluzione del suo pensiero e per la sua visione della realtà. Ho apprezzato da sempre il suo coraggio. Quando due anni fa mi ha annunciato che era affetta da una malattia incurabile, Michelina non si è fatta illusioni. Respingeva con argomentazioni filosofiche il concetto di speranza. L’ha fatto con un tono dimesso, pacato, senza drammaticità. Ogni volta che ci incontravamo parlavamo per ore: cultura, filosofia, politica. L’ultimo incontro è stato lunedì scorso. Non dimenticherò mai l’affetto che mi ha dimostrato e gli insegnamenti che mi ha trasmesso», ha concluso Cuoghi. Borsari lascia la sorella Francesca con Fabrizio, i nipoti Federico e Caterina.
.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=3994dc6)