Alla System essere genitori è più facile: bonus nascita, congedi e smart working per i lavoratori
Si è conclusa positivamente la negoziazione per il rinnovo del contratto integrativo aziendale: 500 euro per la nascita di un figlio, 200 fino al 15esimo anno
FIORANO. Si è conclusa positivamente, dopo diversi mesi di trattativa, la negoziazione tra la delegazione sindacale della Fiom-Cgil e la Direzione di System Ceramics per il rinnovo del contratto integrativo aziendale, con grande attenzione a temi come la genitorialità e il welfare. L’accordo riguarda i circa 700 dipendenti delle sedi di Fiorano e Casalgrande, controllate dal gruppo Coesia, e conferma una tradizione di relazioni sindacali consolidate all’interno dell’azienda.
L'annuncio
Il rinnovo arriva in un momento segnato dalle difficoltà economiche che coinvolgono sia il Paese sia il distretto ceramico sassolese, ma nonostante questo le parti hanno scelto di guardare al futuro puntando su investimenti e diritti dei lavoratori. L’intesa, approvata all’unanimità da un’assemblea molto partecipata, introduce novità di rilievo sia dal punto di vista economico sia sul piano del welfare.
Sul fronte retributivo, viene valorizzato il contratto nazionale attraverso la trasformazione dei superminimi individuali in elementi non assorbibili e viene rivisto il premio di risultato, che secondo le stime porterà a un sensibile aumento degli importi erogati grazie anche all’introduzione di nuovi parametri, tra cui uno dedicato alla salute e sicurezza. È prevista inoltre l’apertura di un confronto sulla possibile reinternalizzazione di alcune fasi produttive oggi esternalizzate, con garanzie sindacali per i lavoratori coinvolti.
Un aiuto ai genitori-lavoratori
Particolare attenzione è stata riservata alle condizioni di chi opera in appalto all’interno di System Ceramics, che vedranno riconosciuti miglioramenti come il diritto al pasto. Proprio sul tema del benessere aziendale, dal 2026 sarà attivo un nuovo ristorante interno con pasti interamente a carico della società.
Ampio spazio è stato dedicato anche al sostegno della genitorialità. L’accordo prevede erogazioni aggiuntive in occasione di matrimonio o unione civile, un contributo di 500 euro alla nascita di un figlio e ulteriori 200 euro annui sotto forma di welfare fino al compimento del quindicesimo anno di età. Viene esteso a 14 giorni, con retribuzione al 100 per cento, il congedo per i padri, mentre il congedo parentale facoltativo sarà integrato al 60 per cento per sei mesi, con un ulteriore mese al 30 per cento a carico dell’azienda. È stato inoltre esteso il diritto di accesso al part-time o allo smart working per genitori con figli piccoli o per chi assiste familiari non autosufficienti.
I dettagli
L’intesa contempla anche altre misure di tutela, tra cui l’anticipo del Tfr per i lavoratori in congedo non retribuito per malattia lunga, l’aumento del monte ore di permessi aggiuntivi per visite mediche personali e familiari, il recepimento dell’accordo interconfederale sul contrasto alla violenza di genere con specifici momenti formativi e il rafforzamento della commissione formazione, incaricata di valutare la congruità degli inquadramenti professionali e i possibili avanzamenti. È stata inoltre regolamentata in maniera definitiva la modalità di lavoro in smart working, sancendo il diritto alla disconnessione e confermando il programma sperimentale già avviato da due anni, insieme a un incremento delle indennità per reperibilità e trasferte. Un capitolo particolarmente significativo riguarda l’orario di lavoro. Dal 1° gennaio 2026 sarà ridotto strutturalmente a 39 ore settimanali effettive, ma retribuite 40, con l’uscita anticipata il venerdì alle ore 16. L’azienda si farà carico della differenza oraria, utilizzando in parte i Par e in parte risorse proprie. Inoltre, per tutti i reparti è previsto un aumento della flessibilità in entrata e in uscita fino a 30 o 60 minuti. La Fiom-Cgil di Sassuolo e la Rsu aziendale hanno espresso grande soddisfazione per i risultati raggiunti, che rafforzano la tutela dei salari, consolidano i diritti dei lavoratori e confermano il valore di un modello di relazioni sindacali improntato al dialogo e alla partecipazione.
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