Fontana dedicata alla strage di Monchio, artista furioso: «L’hanno deturpata»
Romano Buffagni, scultore modenese di 85 anni: «Trasformata in una fioriera, la terra ha coperto i 136 zampilli che ricordavano ogni vittima della strage nazifascista». Il vicesindaco di Palagano giustifica la modifica e chiede aiuto all’Anpi contro i detrattori
PALAGANO. «Un giorno sono passato da Monchio e mi sono fermato per dare un’occhiata alla fontana… Mi è venuto un colpo. Ma come si fa a ridurla in quello stato?». Romano Buffagni, scultore di 85 anni, è infuriato. La “sua” fontana – è autore delle quattro formelle – è stata trasformata in una fioriera, la vasca riempita di terra «che ha coperto i 136 zampilli che ricordavano ogni vittima della strage nazifascista. Nella mia vita ho realizzato un centinaio di monumenti in tutto il mondo, ma nessuno di questi è stato così deturpato. Cosa ci faranno, pianteranno i rapanelli? Queste cose succedono quando chi decide non capisce il significato di un’opera».
La rabbia dell’artista
Buffagni è un fiume in piena: considera la fioriera – dove, peraltro, non ci sono fiori ma solo terra brulla – un oltraggio: «Tra l’altro in quell’opera c’è anche un pezzetto della mia storia personale legata alla guerra: quando misero al muro mio padre, io bambino corsi verso di lui e un nazista mi riempì di calci, rompendomi le costole… Io mi salvai, lui no e nel mio atelier ho ancora il suo elmetto». Per la fontana nel Parco dei Caduti, alla cui realizzazione contribuì l’architetto Vinicio Vecchi, l’artista modenese sogna un ritorno al passato, con l’opportuna manutenzione che si deve a ogni monumento, a maggior ragione se dedicato a vittime innocenti. «Vorrei rivedere l’acqua e gli zampilli in memoria della gente di Monchio, Susano e Costrignano trucidata».
Il fronte politico
Nel frattempo, oltre a quello artistico, si è aperto un fronte politico. Due mesi fa il vicesindaco di Palagano Patrizia Dignatici ha inviato una lettera, anche “come docente della scuola di Monchio e figlia del comandante partigiano Leo Dignatici”, al presidente dell’Anpi modenese Vanni Bulgarelli per attaccare chi aveva stigmatizzato la manomissione dell’opera: Walter Telleri. Il vicesindaco nella lettera sottolinea come la fontana presentasse uno stato di degrado pericoloso, definendo l’interramento “un intervento conservativo, che ha ripristinato le condizioni di sicurezza necessarie per la fruizione del parco”. Dignatici, dopo aver descritto la vasca “un vivaio di zanzare e una fogna a cielo aperto”, assicura che in autunno vi saranno piantumate 136 piantine. “Credo che il signor Telleri – scrive – dovrebbe avere più rispetto per chi ha continuato in questi anni a coltivare la memoria con azioni concrete e con tanto impegno. Non riesco a capire il suo accanimento nei nostri confronti e non riesco a capire il perché l'Anpi non si dissoci”. Insomma, l’Associazione Partigiani, secondo Patrizia Dignatici, dovrebbe pubblicamente redarguire chi ha criticato la radicale modifica di un monumento storico. La lettera inviata all’Anpi non ha portato a nulla, almeno finora, ma ieri è finita su Facebook, nella pagina dello stesso Walter Telleri che ha lapidariamente commentato: «L'ira funesta della vicesindaca di Palagano si è abbattuta su di me. Non ho scampo».