Gazzetta di Modena

Modena

Il bollettino dell’Ausl

Chikungunya, i casi salgono a 80 e la provincia è prima in Italia


	Chikungunya, i casi salgono a 80
Chikungunya, i casi salgono a 80

Il virus della zanzara tigre non frena, ma la maggior parte delle persone contagiate non è più viremica e nessuno è in gravi condizioni. Carpi il comune più colpito

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MODENA. Salgono a 80 i casi accertati di Chikungunya in provincia di Modena. Un primato che fa del Modenese il focolaio a livello nazionale. La buona notizia è che la maggior parte dei casi, tutti in buone condizioni di salute, non è più viremica: se punti da una zanzara non sono più in grado di trasmettere il virus alle stesse zanzare e di conseguenza alle altre persone. Si tratta di 35 uomini e 45 donne, compresi tra gli 11 e i 98 anni. Il Comune principalmente coinvolto è Carpi (74 casi ad oggi) a cui si aggiungono i Comuni di Modena, San Prospero, Concordia sulla Secchia e Soliera (frazione di Limidi). Di questi 80 casi la maggior parte (67 in tutto) è rappresentata, come detto, da persone non più viremiche. Dall’indagine epidemiologica condotta fino ad oggi, ancora in fase di svolgimento, i casi non sono rientrati da viaggi all’estero, tranne il caso residente a Modena.
Disinfestazione
Come accade sempre per i casi di Chikungunya, ma anche Dengue e Zika, il servizio di Igiene Pubblica è in costante contatto coi Comuni coinvolti (sia di residenza che di lavoro dei casi), che hanno già avviato o intensificato gli interventi di disinfestazione straordinaria, sia adulticidi che larvicidi, così come previsto dal Piano regionale di Sorveglianza e Controllo delle Arbovirosi 2025. L’azione ha l’obiettivo di mantenere circoscritti e sotto controllo eventuali nuovi contagi.
A Carpi
In particolare, a Carpi continuano le azioni dell’Ausl per rintracciare eventuali nuovi casi di infezione sul territorio, importanti per individuarne e circoscriverne il più possibile la diffusione: in particolare, l’Ausl conferma il proseguimento fino al 15 settembre dei prelievi del sangue e dell’analisi delle urine per la ricerca di positività alla malattia. Si rinnova, quindi, l’invito ai residenti di Carpi che da inizio luglio abbiano manifestato sintomi compatibili con la Chikungunya (febbre e dolori ad ossa e articolazioni) e/o che abbiano effettuato viaggi in zone endemiche (Sud-Est Asiatico, Africa, America Centrale e Meridionale, subcontinente indiano, Oceania). A riguardo, i cittadini che rientrano nella casistica sopra indicata potranno recarsi in libero accesso dalle 08 alle 10 presso il Centro prelievi di Carpi, in piazzale dei Donatori di Sangue 3, tutte le mattine (esclusa la domenica). Sarà necessario portare con sé le urine già raccolte nell'apposita provetta, ritirabile presso le farmacie del territorio e la tessera sanitaria.

Si specifica che, qualora fosse necessario, l'appuntamento verrà riprogrammato direttamente dal Centro prelievi. Dall’avvio dei prelievi, sono state 126 le persone che si sono presentate al centro prelievi di Carpi ad oggi, di cui 38 risultate positive alla Chikungunya. Tra le altre azioni che mirano a circoscrivere ulteriormente la diffusione della Chikungunya, continua anche in queste ore la raccolta di campioni di zanzare che vengono analizzate per individuare la presenza dell'infezione, ma anche per verificare l'efficacia dei trattamenti effettuati. 
Meno zanzare infette 
Dalle ultime raccolte è emerso che le positività sono diminuite, segno che i trattamenti hanno avuto effetto, ma l'infezione è ancora presente, per questo motivo è importante la collaborazione dei cittadini sia per quanto riguarda l'azione larvicida nelle aree private che la messa in atto delle buone pratiche per evitare di essere punti dalle zanzare. Alla luce delle piogge anche negli ultimi giorni, l’Ausl ribadisce l’importanza di ripetere i trattamenti larvicidi nelle aree private, di competenza dei cittadini, e pubbliche, di competenza dei Comuni: i trattamenti, infatti, servono a combattere le zanzare nella loro fase larvale, ovvero quando sono ancora nell'acqua, prima che diventino adulte e capaci di volare e pungere. Agendo sulle larve, si riduce la popolazione di zanzare adulte e quindi sia il rischio di punture, sia il rischio che queste possano pungere una persona infetta e, infettandosi a loro volta, trasmettere la malattia ad altre persone. In particolare, dopo piogge intense, è necessario rinnovare i trattamenti in tombini, caditoie, griglie di scarico e altri luoghi dove si accumula acqua stagnante.
I sintomi
Normalmente i sintomi compaiono da 3 a 12 giorni dopo la puntura di zanzara (mediamente circa 3-7 giorni). Quelli più comuni sono: febbre improvvisa, forti dolori articolari e muscolari, mal di testa, cambiamento nel colore e nell’aspetto della pelle (ad es. gonfiore, arrossamento, prurito, dolore, bolle o placche), stanchezza. Il periodo durante il quale il virus è trasmissibile attraverso la puntura della zanzara va da circa 2 giorni prima dell’esordio dei sintomi a circa 7 giorni dopo l’insorgenza della sintomatologia (fase viremica). In questo periodo la zanzara può prelevarlo e trasmetterlo ad altri.