Accoltellamenti a Castelnuovo, un vicino: «Così ho soccorso la sorella»
Un 23enne è stato condotto in carcere mentre i tre familiari feriti sono finiti all’ospedale
CASTELNUOVO. «Ho soccorso la ragazza in strada, era sanguinante e sotto choc. Mi ha raccontato il terribile episodio, abbiamo chiamato insieme le forze dell’ordine». È Marco Scringi, un vicino di casa della famiglia in cui si è consumato il tragico episodio di violenza venerdì sera, a parlare di ciò che è accaduto negli istanti successivi ai tentati omicidi. Erano circa le 22.15 quando il residente ha sentito delle grida disperate della figlia. «L’ho sentita piangere e l’ho raggiunta, era spaventata. Perdeva sangue da una mano, le ho prestato soccorso e abbiamo aspettato insieme l’arrivo dell’ambulanza e dei carabinieri. Mi ha raccontato come sono andate le cose all’interno della casa. Una vicenda raccapricciante».
«Un’aggressione violenta»
Il ragazzo, che trova la 15enne disperata in mezzo alla strada, chiama subito i soccorsi. Nei minuti di attesa dei sanitari, la giovane descrive la furia omicida del fratello: «Mi ha spiegato la dinamica. Il 23enne – continua il vicino – ha perso le staffe a seguito di una discussione familiare. Non è entrata troppo nei dettagli, non mi ha spiegato quale fosse il motivo della sua ira. Fatto sta che ha afferrato un coltello e ha iniziato a colpire i genitori. Non so quanto tempo sia durata l’aggressione, ma purtroppo è stata piuttosto violenta. La ragazza quando è scesa in strada era pienamente cosciente, ma era piuttosto sanguinante. Io mi sono preoccupato molto, spero che i familiari si possano riprendere. È una vera e propria tragedia».
«Siamo tutti sconvolti»
Un altro vicino di casa: «Sapevamo che il giovane era seguito da anni da strutture sanitarie locali da anni. Non li conosco personalmente, nonostante vivano qui da tanto tempo li ho sempre e solo visti di sfuggita sulla strada. Mi sembrava una famiglia tranquilla, mai mi sarei aspettato una tragedia simile. È davvero sconcertante».
Una residente di via Casette Zanasi, dal quale prende il nome la villa, racconta: «So che loro sono i custodi della casa – spiega la cittadina – li vedo solo quando entrano dal cancello. Non ci ho mai scambiato parola, li vedevo solo alla domenica, quando organizzavano delle feste nel cortile. Venerdì sera mi sono affacciata e ho visto le pattuglie dei carabinieri, le ambulanze a sirene spiegate e l’elisoccorso atterrato a poche decine di metri dalla nostra casa. La speranza è tutta per la pronta guarigione dei genitori e la sorella. Qui, nel quartiere, sono tutti sconvolti», conclude la donna.
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