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Il sindaco sulle tre risse a Carpi: «Una era tra moglie e marito»


	Due risse a Carpi
Due risse a Carpi

Riccardo Righi replica alle critiche dopo gli episodi di violenza in città e “bacchetta” Fratelli d’Italia

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CARPI. Nessuna rissa, ma “solo” una lite tra moglie e marito. Il sindaco Riccardo Righi è intervenuto sulla sicurezza in città, tirando le orecchie a Fratelli d’Italia. «FdI ha parlato di una “rissa che tiene ostaggio la città” in via Nicolò Biondo – ha detto Righi – La realtà è ben diversa: non bande criminali, non gruppi violenti, ma una lite tra moglie e marito, con amici intervenuti per separarli. Episodio spiacevole, ma lontano dal quadro allarmistico che è stato raccontato».

Righi “bacchetta” FdI

Il sindaco ha dunque criticato la forza d’opposizione per una serie di episodi. «Non è un caso isolato: prima l’allarme sull’aria condizionata dell’ospedale, che funzionava – ha elencato Righi – poi la denuncia della mancanza di ambulanze, tutte invece operative; poi l’agitazione sulle scuole dopo le disinfestazioni, programmate per garantire piena sicurezza al rientro. Persino l’episodio presentato come “aggressione a un residente sotto casa” era in realtà una disputa legata alla droga. Fatto grave, certo, ma stravolto per alimentare paura».
Righi ha preso le distanze dall’uso dei video sui social di FdI. «Un punto va ribadito con chiarezza, rivolgendomi ancora una volta direttamente ai cittadini: la sicurezza non verrà mai sottovalutata da questa amministrazione – ha precisato – Lo dimostrano i rapporti costanti con famiglie e cittadini, i controlli quotidiani, le strategie di prevenzione, la collaborazione con gli altri Comuni, gli investimenti in sicurezza urbana e il coordinamento continuo con Prefettura e Questura».
Il sindaco ha ricordato il ruolo con tutte le forze dell’ordine, chiedendo un cambio di passo a FdI. «Se Fratelli d’Italia, che governa a livello nazionale, avesse davvero a cuore la sicurezza di Carpi, dovrebbe sostenere la richiesta, che portiamo avanti da tempo, di maggiori forze dell’ordine sul territorio – ha esposto ancora – Non lo fa. E se fosse davvero a conoscenza di reati, anziché produrre comunicati improvvisati, avrebbe il dovere di segnalarli subito alle autorità competenti. Azioni, non parole».

I prossimi passi
Righi ha anticipato un nuovo tavolo sulla sicurezza con la Prefettura. «Chiederò anche di valutare proposte sull’argomento dei mini market», ha detto ancora Righi, ribadendo la fiducia all’assessore alla Sicurezza, Paola Poletti.
L’assessore ha avuto la richiesta di dimissioni da Federica Carletti, presidente cittadino e consigliere di FdI. «Chi riveste un ruolo così delicato non può limitarsi a minimizzare i problemi o a scaricare responsabilità su altri – ha attaccato Carletti – deve avere la capacità di governare, assumendosi l’onere delle scelte, garantire risposte concrete e tempestive ai cittadini. Questo non è avvenuto. È quindi doveroso che l’assessore prenda atto del proprio fallimento politico e lasci spazio a chi ha davvero la volontà e il coraggio di affrontare la situazione. Rimanere aggrappati alla poltrona significa tradire la fiducia dei carpigiani, già stanchi e arrabbiati per una città che percepiscono sempre meno sicura».

L’attacco

L’invito di Carletti è chiaro. «È tempo che la sinistra carpigiana si assuma la responsabilità politica e morale di scelte fallimentari – ha aggiunto – I cittadini sono esasperati, ed è sotto gli occhi di tutti come degrado e violenza siano ormai fuori controllo, frutto di politiche di integrazione sbagliate e dell’assenza di una strategia seria per la sicurezza. La sinistra, per ideologia e convenienza, ha sostenuto la cultura dell’accoglienza indiscriminata, promuovendo percorsi utili solo a garantirsi futuri consensi elettorali, ma ha ignorato il bisogno di regole, di inclusione reale, di progetti educativi e di percorsi per una sana convivenza civile».
L’esponente di FdI approva la linea dell’esecutivo guidato da Giorgia Meloni. «Il governo, in questi anni, ha messo in campo azioni concrete per sicurezza, legalità e immigrazione irregolare – ha ribadito – l’invio di nuovi agenti, il ddl sicurezza, il decreto Caivano, il protocollo con l’Albania. Gli strumenti ci sono. A Carpi manca solo la volontà politica di applicarli. Al Pd locale chiediamo un bagno di umiltà e di riconoscere apertamente la propria incapacità nella gestione della sicurezza. La città merita risposte serie, non slogan».
Segue un ultimo appello. «Carpi può ritrovare fiducia in se stessa, ma serve un cambio di rotta – ha concluso l’esponente di FdI – Serve coraggio per scelte importanti e strutturali: quel coraggio che la sinistra ha ormai smarrito, riducendo la politica a mera gestione del potere».

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