Passi avanti nei trapianti: il successo cresce del 30 per cento
Aferetica lancia un nuovo sistema per trattare gli organi: «Siamo soddisfatti di aver superato una sfida»
MIRANDOLA. Nuovo traguardo per Aferetica. L’azienda con laboratori e network di produzione a Mirandola ha messo a punto un sistema per il trattamento di organi destinati al trapianto.
Si chiama Perlife Pro e ha ottenuto la certificazione di conformità europea in base al regolamento dei dispositivi medici, in vigore dal 2024 e obbligatorio dal 2027.
Il percorso
Il regolamento, superando la precedente direttiva, pone vincoli sempre più stringenti sui requisiti di sicurezza e di prestazione necessari per l’immissione sul mercato e l’utilizzo nella pratica clinica di dispositivi medici.
Nel 2021 Aferetica ha introdotto sul mercato, grazie anche alle idee e alla collaborazione con i clinici e i chirurghi italiani, primo fra tutti Giuseppe Remuzzi, una tecnologia all’avanguardia, il sistema PerLife, per la perfusione e il trattamento degli organi addominali, rene e fegato, con l’obiettivo di preservarli in condizioni ottimali, incrementare il successo dei trapianti e recuperare al trapianto organi altrimenti non idonei e quindi non disponibili (fino a percentuali valutate attorno al 30%).
La nuova innovazione
Con PerLife Pro, Aferetica realizza oggi un’ulteriore innovazione, brevettata, certificata e sviluppata grazie alla collaborazione con centri di eccellenza nel mondo dei trapianti, primo tra tutti il Centro Erasmus Medical Center di Rotterdam, diretto da uno dei pionieri di queste terapie, Robert Porte. Il nuovo sistema è innovativo e permette di riportare gli organi a condizioni fisiologiche, riscaldandoli da 4 a 37 gradi, modificando pressioni, flussi di esercizio, ma anche cambiando i liquidi di perfusione senza interrompere il trattamento e adattandosi automaticamente alle condizioni dell’organo in corso di trattamento, per poi continuare a profonderli fino a ventiquattro ore.
«Abbiamo superato la sfida»
PerLife Pro eredita ed esalta le prestazioni innovative di PerLife – già utilizzato in più di 30 centri a livello mondiale – come la purificazione degli organi da molecole nocive quali i mediatori dell’infiammazione tramite l’applicazione di sistemi aferetici, procedure che in questi anni hanno dato risultati eccellenti e che acquistano ulteriore valore in una perfusione così prolungata. «La certificazione di PerLife Pro – commenta l’amministratore delegato Mauro Atti – è fondamentale perché consente di pensare al futuro, garantendo continuità nella diffusione internazionale oltre la scadenza del periodo transitorio previsto dalla normativa. Siamo soddisfatti di avere superato una sfida che, purtroppo, sta mettendo a rischio la sopravvivenza di tantissime piccole e medie aziende biomedicali italiane ed europee». Raggiunto questo traguardo, per Aferetica la prossima sfida «sarà il trapianto di pancreas – spiega Atti – L’obiettivo è fondare nel 2026 vere e proprie filiali nei principali Paesi europei e di coprire con una rete di distributori tutto il resto del mondo al di fuori, per il momento, degli Usa».
La certificazione Ce è quindi un’ottima notizia per l’impresa, che ha chiuso il 2024 con un fatturato oltre i dieci milioni di euro (con una crescita del trenta per cento sul 2023) e che impiega a oggi trenta dipendenti diretti, con un indotto di oltre cento addetti, impiegati nelle linee produttive dedicate ai propri sistemi del distretto Biomedicale di Mirandola.
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