Smartphone vietati in classe: «Ma anche durante la ricreazione»
La preside Marchesini del Barozzi di Modena: «Sanzioni disciplinari per chi sgarra»
MODENA. Il dibattito sull’uso dei telefoni cellulari a scuola è tornato al centro dell’attenzione pubblica. Dopo le nuove direttive ministeriali che ne vietano l’utilizzo durante le ore di lezione, il mondo dell’istruzione si interroga sull’impatto reale di questa misura. A prendere la parola sono i dirigenti scolastici, chiamati ogni giorno a tradurre le norme in pratiche concrete e a trovare un equilibrio tra disciplina, innovazione e benessere degli studenti. Le loro voci offrono uno spaccato prezioso su opportunità, criticità e prospettive future di una scuola “senza smartphone”.
Dal Barozzi
«Il divieto dell’utilizzo dei cellulari era già nel regolamento interno della maggior parte della scuole della nostra provincia, compresa la nostra – informa Lorella Marchesini dirigente dell’istituto Barozzi di Modena – Durante il Collegio docenti abbiamo deciso di rafforzare questo divieto estendendolo a tutto l’orario scolastico, intervalli compresi. Abbiamo introdotto quindi una modifica al regolamento scolastico in materia di disciplina in cui si esplicita che il cellulare dovrà stare tassativamente spento negli zaini degli studenti per tutto il tempo di permanenza degli stessi nella scuola. A questo abbiamo aggiunto un nuovo sistema di sanzionatorio se le regole verranno violate. Quello che è importante però non sottovalutare – continua Marchesini – è l’aspetto educativo di questa direttiva. Dovremo far capire ai ragazzi che è un divieto che ha scopi ben precisi come favorire la concentrazione e la socializzazione ed evitare la compromissione delle capacità cognitive dei ragazzi che si stanno cominciando ad osservare anche a livello scientifico per chi ne abusa. Quello che però faremo sicuramente – puntualizza la preside – oltre ovviamente a sottoporre agli studenti il nuovo regolamento, è il coinvolgimento di tutte le famiglie, in quanto il principale agente educativo dei ragazzi sono i loro genitori che dovranno spiegare ai loro figli perché il cellulare non potrà più essere utilizzato negli ambienti scolastici».
Dal Corni
Le stesse procedure verranno messe in campo anche all’istituto Corni di Modena che comprende il tecnico e il liceo delle scienze applicate.
«Informeremo gli studenti sul regolamento e chiederemo loro di spegnere tassativamente gli smartphone durante tutto l’orario scolastico riponendoli nel proprio zaino», afferma anche il dirigente del Corni Federico Giroldi. Niente ritiro di cellulari agli studenti dunque all’arrivo in classe da parte dei docenti come si era prospettato, ma la richiesta ai ragazzi sarà quella di compiere un atto di responsabilità nel rispetto delle regole.
«Non chiederò ai docenti di ritirare i cellulari ai ragazzi – conferma Giroldi – È una responsabilità importante che i docenti dovrebbero prendersi in capo sulla quale vanno fatte importanti valutazioni». Tenendo anche conto del valore economico dei dispositivi.
Le sanzioni
«Il ritiro dei cellulari è una misura abbastanza delicata – aggiunge la preside Marchesini – perché non si tratta più di ritirare un oggetto ma una parte della vita delle persone. In Collegio docenti abbiamo deciso che per ora non li ritireremo ma lavoreremo con gli studenti sull’importanza del rispetto delle regole e sul beneficio che potranno trarre da questo divieto».
E chi sarà recidivo e continuerà ad usare il cellulare a scuola? «Ovviamente sono previste sanzioni disciplinari – conclude Marchesini – ma se il problema dovesse persistere è ovvio che verranno chiamati i genitori e si valuterà con loro il perché il ragazzo non rispetta le regole. Nel caso in cui si sospetti che ci sia una forma di dipendenza dallo smartphone si capirà il da farsi».
Per affiancare i ragazzi in caso di bisogno o di supporto «continua anche quest’anno la presenza dello sportello psicologico a scuola che potrebbe rivelarsi utile anche per queste problematiche».
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