Gazzetta di Modena

Modena

Decreto scuola

Esame di maturità, l’orale è obbligatorio e chi fa scena muta sarà bocciato: tutte le novità della riforma


	Esame di maturità, novità dal 2026
Esame di maturità, novità dal 2026

Via libera in Consiglio dei ministri alle nuove misure: si partirà il 18 giugno 2026. Commissioni ridotte, cambia la seconda prova e arrivano novità sui punteggi

4 MINUTI DI LETTURA





ROMA. «Chi farà scena muta sarà bocciato». Non ci gira intorno, soprattutto alla luce del fatto che nello scorso anno scolastico non erano mancati studenti che si erano rifiutati di fare l’orale. Così il ministro all’Istruzione, Giuseppe Valditara, presenta il decreto-legge che ha avuto l’ok dal Consiglio dei ministri sulla riforma dell’esame di maturità, con l’obiettivo dichiarato di restituire alla prova il suo valore di rito di passaggio e di momento identitario del percorso scolastico. Una riforma destinata a cambiare diversi aspetti dell’esame più temuto e ricordato dagli studenti, a partire dal fatto che abbandonerà anche la dicitura di “esame di Stato” per essere a tutti gli effetti “di maturità”. Le novità, però, non riguardano solo il nome.

Le prove: scritto e orale

Il cuore dell’esame resterà composto da due prove scritte nazionali e un colloquio. La prima prova di italiano continuerà a mantenere le tipologie attuali, mentre la seconda, legata all’indirizzo, sarà arricchita da quesiti che stimolino capacità logiche e problem solving. Un cambiamento che punta a rendere la verifica più vicina alle competenze richieste agli studenti dopo il diploma. Il colloquio orale, che diventa esplicitamente obbligatorio, avrà carattere multidisciplinare e includerà quattro materie individuate ogni anno entro gennaio. Viene eliminata la discussione sul “documento” che aveva creato incertezze sui contenuti della prova. Saranno inoltre valorizzati i percorsi di educazione civica e i pcto, già noti come alternanza scuola-lavoro. Sempre all’orale chi ha avuto 6 in condotta dovrà sostenere la prova di riparazione con un elaborato sulla cittadinanza.

Stop orali “facoltativi”

Il decreto mette fine alla possibilità, emersa negli ultimi anni, di superare l’esame senza presentarsi all’orale. Chi rifiuterà il colloquio verrà considerato bocciato: il superamento della Maturità sarà valido solo con il completamento di tutte le prove.

Commissioni ridotte

Novità anche per le commissioni: dai tradizionali sette componenti si scende a cinque, due interni e due esterni per le classi abbinate più il presidente. Una razionalizzazione che, secondo il ministero, non ridurrà l’attenzione nella valutazione.

Punteggi e crediti

La valutazione continuerà a tener conto dei crediti scolastici e delle prove d’esame, ma la commissione potrà assegnare fino a tre punti bonus agli studenti che avranno totalizzato almeno 97 punti. Si prevede inoltre che l’elaborato di cittadinanza attiva legato a gravi insufficienze di condotta sia discusso nella fase finale di scrutinio.

Curriculum e Invalsi

Il curriculum dello studente sarà arricchito da una sezione dedicata ai risultati delle prove Invalsi, riportati però in forma descrittiva e solo al termine dell’esame. Una scelta che mira a dare valore formativo alle rilevazioni senza trasformarle in ulteriori ostacoli per gli studenti.

Sicurezza delle gite

Il provvedimento dedica spazio anche ai viaggi di istruzione: i contratti per il trasporto dovranno essere affidati in base all’offerta economicamente più vantaggiosa, con il peso del prezzo limitato al 30%. L’obiettivo è evitare gare al ribasso e garantire maggiore sicurezza e qualità nei servizi offerti agli studenti.

Esami integrativi

Dal 2026 saranno introdotti anche gli “esami integrativi” per chi desidera cambiare indirizzo a partire dal terzo anno, da sostenere in una sessione unica prima dell’inizio delle lezioni. Contestualmente, vengono stanziati 10 milioni di euro all’anno per la formazione degli insegnanti e viene estesa l’assicurazione sanitaria integrativa anche a docenti e personale Ata a tempo determinato fino al 30 giugno.

Il calendario

Il debutto della riforma avverrà nell’estate del 2026: per la prima volta la prima prova non si terrà di mercoledì, ma giovedì 18 giugno, seguita il 19 dalla seconda prova di indirizzo. Un dettaglio che testimonia la volontà di segnare anche simbolicamente una discontinuità con il passato. Il governo presenta così un pacchetto che non si limita a ritocchi marginali ma ridisegna l’esame finale del secondo ciclo, con lo scopo di rendere la Maturità non solo un banco di prova scolastico, ma anche un momento di sintesi e di responsabilità, capace di restituire agli studenti l’idea di un passaggio verso la vita adulta.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google