Una madre denuncia: «Formiche nell’area bimbi dell’ospedale Ramazzini»
La testimonianza: «La sala giochi per l’attesa era invasa: non è accettabile»
CARPI. Una madre carpigiana racconta un increscioso episodio avvenuto l’8 agosto nel Pronto soccorso pediatrico dell’ospedale Ramazzini: durante le tre ore di osservazione successive alla somministrazione di un antistaminico al figlio di due anni, la famiglia è stata fatta attendere nella sala giochi del reparto di Pediatria, dove — secondo la segnalazione — «buona parte della stanza era invasa da formiche».
La denuncia: «Inaccettabile»
La donna riferisce di aver avvisato il personale e di aver chiesto di potersi spostare; «se proprio dovete» sarebbe stata la risposta ricevuta. «Sono schifata. In un luogo pubblico, frequentato da pazienti fragili, non è accettabile», scrive, annunciando di aver deciso di rendere pubblica la vicenda dopo non aver ottenuto, a suo dire, un riscontro soddisfacente in forma privata. La madre, che riferisce di un’accoglienza iniziale «poco empatica», racconta che al bambino «si sono illuminati gli occhi» entrando nella stanza piena di libri e giochi, ma poco dopo avrebbe notato numerose formiche anche lungo la soglia di una porta. Dopo la segnalazione, la famiglia ha atteso nella sala fino alla dimissione, senza — secondo il suo racconto — vedere un intervento risolutivo nell’immediato.
«Ogni mese si versano contributi: mi aspetto l’eccellenza. Non siamo un Paese del terzo mondo», scrive, chiedendo maggiore attenzione igienica in un’area destinata ai bambini e definendo «impossibile» spostare un bimbo di due anni da uno spazio giochi durante un’attesa prolungata. La segnalazione formale è stata inviata tramite SegnalER, la piattaforma regionale dedicata alle comunicazioni dei cittadini. L’Azienda Usl di Modena, contattata sul punto, ricostruisce così la gestione dell’istanza: sabato 9 agosto la segnalazione è arrivata all’Urp (Ufficio relazioni con il pubblico); dopo l’email automatica prevista dalla piattaforma, martedì 12 agosto l’Urp ha comunicato per iscritto la presa in carico “per le verifiche da parte dei servizi di competenza”, con riscontro inviato via mail il 4 settembre.
Ausl: «Effetto delle briciole»
«Ci scusiamo con la signora per i tempi di risposta, di norma più brevi — precisa l’Ausl — ma in questo caso dilatati dal pieno periodo estivo e dai turni di ferie». Entrando nel merito, l’Ausl spiega che: «La presenza di formiche nella sala giochi è riconducibile anche al consumo occasionale di cibi da parte dei piccoli pazienti e delle famiglie in quell’area: nonostante le pulizie giornaliere, possono rimanere piccole briciole sul pavimento che attirano gli insetti». L’azienda sanitaria afferma di avere da tempo un programma di disinfestazione specifico contro le formiche basato su esche sterilizzanti per le colonie, posizionate con attenzione in prossimità di ingressi e muri: «Non si tratta di prodotti tossici, ma di specifiche trappole».
Secondo quanto comunicato, le esche erano state posizionate il giorno precedente alla visita della signora e dovevano essere cambiate e riposizionate. «Ci scusiamo per l’accaduto: ci siamo attivati affinché l’episodio non si ripeta, intensificando pulizie e controlli nello spazio bimbi», conclude l’Ausl, che ringrazia la cittadina «per aver utilizzato i canali corretti». l
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