Gazzetta di Modena

Modena

Il lutto

Il calcio modenese piange Vezzelli: «Nino, non ti dimenticheremo mai»

di Maria Sofia Vitetta

	Nino Vezzelli era uno storico allenatore della Cdr
Nino Vezzelli era uno storico allenatore della Cdr

Aveva 54 anni e per un decennio ha allenato la Città dei ragazzi: «Lascia un vuoto immenso»

3 MINUTI DI LETTURA





MODENA. «È come se, nella parte finale della sua vita, ci avesse accompagnate dandoci gli strumenti per poter andare avanti». Così la moglie Roberta, insieme alle figlie Viola e Ludovica, ricorda il marito Nino Vezzelli, scomparso a 54 anni al termine di una malattia che ha affrontato per un lungo periodo. «Lascerà un vuoto immenso. Ed anche se oggi siamo sole senza di lui, in realtà ci sentiamo forti perché lo abbiamo nel cuore».

Allenatore ed educatore

Padre. Amico di lunga data. E, poi, allenatore alla Città dei ragazzi, un ruolo che gli ha permesso di condividere il suo amore per il pallone già nel 1998/99, occupandosi del settore giovanile. Dal 2009 al 2019, con una sola pausa nel 2013, gli erano state affidate le redini della prima squadra della Cdr. «Nel 2016 vincemmo il campionato e passammo dalla Seconda alla Prima categoria. Non ne era orgoglioso, di più», racconta l’amico Federico Rossi, uno dei tanti suoi “allievi” che i momenti trascorsi sul campo non se li possono scordare.

“Basta con Radio Bugadera”, diceva sempre Nino prima della partita, «per farci stare in silenzio e concentrati quando lui doveva comunicare la formazione». Lo sport, si sa, è anche una scuola di valori e di questo lui ne era consapevole. Ad essere sempre più importante «non era il singolo, ma il gruppo», un team di giovani tra i venti ed i quarant’anni in cui le differenze di età non erano motivo di debolezza. «Ha sempre cercato di mettere tutti a loro agio», nessuno escluso. «C’era chi, magari per motivi legati al lavoro, arrivava in ritardo, ma Nino capiva le esigenze degli altri. Era molto rispettoso ed equilibrato».

«Come un fratello»

Gli sforzi che lui chiedeva non erano mai pretese, ma obiettivi da raggiungere insieme, motivati da una passione fortissima e dallo stesso impegno che li teneva uniti durante gli allenamenti e le ore in cui si disputava la partita. Erano amatori e, con questo spirito di sana competizione, volevano affrontare i loro incontri. In questo momento di dolore e di ricordi, riaffiorano anche i piccoli dettagli che lo hanno fatto sorridere insieme alle persone a lui più care: «Per l’agitazione della partita, o quando doveva fare un discorso, sbagliava i congiuntivi». «Ci siamo conosciuti dando i primi calci al pallone, quando avevamo tra i 9 ed i 10 anni», rammenta Paolo Bartoli. Per chi, come lui, Nino era «un fratello non di sangue, è un pezzo di cuore che viene a mancare». Nonostante il suo carattere introverso, sapeva ascoltare il prossimo ed entrare a far parte della quotidianità degli amici.

Chi vorrà potrà recarsi presso Terracielo Funeral Home per un momento di raccoglimento e salutare Nino già dalla mattina di martedì 9 settembre a partire dalle 8, oppure unirsi al rosario che verrà recitato alle 18. Mercoledì 10 settembre alle 10, invece, si svolgerà il funerale presso la chiesa di Santa Caterina a Modena.