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Raz Degan lancia il digiuno di 48 ore e in 1.500 lo seguono, l’esperta: «Molto pericoloso, no al fai-da-te»


	Raz Degan e Silvia Maria Galetti
Raz Degan e Silvia Maria Galetti

Silvia Maria Galetti, endocrinologa, dietologa e nutrizionista del Policlinico di Modena, interviene sull’iniziativa lanciata sui social dall’attore: «Questa pratica in modalità “autogestita” va scoraggiata assolutamente ed è rischiosa per persone malate. Lui fa il “guru” ma non è un medico»

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MODENA. «Il digiuno è una cosa seria e per questo richiede una supervisione medico-clinica accurata, oltre che opportune integrazioni di sali minerali e vitamine. No al “fai-da-te” dunque, è una pratica da scoraggiare assolutamente in modalità “autogestita”». Così all’Adnkronos Salute Silvia Maria Galetti, endocrinologa, dietologa e nutrizionista del Policlinico di Modena, interviene sul digiuno collettivo per 48 ore, lanciato sui social dall’attore Raz Degan. A rispondere sono stati in 1.500. Ammessa solo l’acqua.

Cosa c’è da sapere sul digiuno

«Il professor Walter Longo, direttore dell’Istituto di longevità dell’università della Calfornia, uno dei più importanti centri per la ricerca in tema di invecchiamento – ricorda Galetti – come altri importanti ricercatori europei tra cui il professor Guido Kroemer, biochimico tedesco che lavora a Parigi, ha dimostrato in studi in vitro e su topi che il digiuno favorisce l’autofagia, ovvero la capacita delle cellule di “ripulirsi”, di eliminare le proteine danneggiate e gli organelli di scarto. Questo porterebbe ad un allungamento della vita della cellula e ad una minore incidenza delle malattie cronico – degenerative, compresi i tumori». Longo «è stato l’inventore della dieta mima-digiuno. Ma, ripeto – avverte l’esperta – sono protocolli che, se applicati in vivo (cioè sull’uomo e non in laboratorio), richiedono una grande competenza professionale ed accurati controlli. Purtroppo, la disinformazione impera. Se il digiuno è finalizzato a perdere peso, a maggior ragione non serve o meglio deve essere inquadrato all’interno di un piano alimentare sostenuto da dei professionisti».

Attenzione ad aderire a iniziative social

«Saltare un pasto non fa bene, ma non è pericoloso per la salute», sottolinea Galetti, che aggiunge: «È molto rischioso aderire via social a iniziative come quella lanciata da Degan in modo indiscriminato, mettendosi in mano a persone che nulla hanno a che fare con la professione medica. Degan anche se fa il “guru” non è un medico. Può applicare a se stesso lo stile di vita che preferisce, ma non può farlo su altri. Tra le 1.500 persone che lo hanno seguito c’è di tutto, cardiopatici, malati oncologici ai quali il digiuno non solo fa male, ma compromette l’efficacia delle terapie. Da Raz Degan un messaggio pericoloso e qualunquista, soprattutto se arriva a pazienti con tumore».