Amo, il sindaco annuncia: «Il Comune si costituirà parte civile»
Mezzetti ha risposto a una interrogazione del consigliere leghista Bertoldi sulla vicenda dell’ammanco di 500mila nelle casse dell’Agenzia per la mobilità di Modena
MODENA. «Amo è un’Agenzia che sta cambiando pelle, con la volontà di dotarsi di strumenti più solidi affinché episodi simili non possano più ripetersi. La questione è oggi nelle mani della Procura di Modena; è stato ottenuto un decreto ingiuntivo nei confronti dell’ex dipendente e, a seguito di precise contestazioni, è stato risolto il rapporto di lavoro con il direttore generale. Personalmente ribadisco la mia determinata volontà affinché su questa vicenda venga fatta piena luce senza alcuna reticenza». Lo ha detto il sindaco Massimo Mezzetti rispondendo in consiglio comunale a un’interrogazione presentata dal consigliere Giovanni Bertoldi (Lega Modena) e annunciando che il Comune si costituirà parte civile.
L’interrogazione di Bertoldi
Nello specifico Bertoldi, dopo aver ricostruito la vicenda dell’ammanco di oltre 500 mila euro e messo in luce la scarsa efficienza del trasporto pubblico, giudicato “desolante”, ha chiesto spiegazioni sui ritardi nella denuncia alla magistratura e chiarimenti sulle modalità con cui una sola dipendente abbia potuto gestire bonifici di importi considerevoli, nonostante fosse necessario l’avallo del direttore o dell’amministratore tramite token e/o chiavetta.
La risposta del sindaco
Nel rispondere in aula, il sindaco ha brevemente ricostruito la scansione cronologica degli eventi, ricordando che i soci principali, compreso lui, «sono stati informati in via sommaria e parziale il 29 aprile, con richiesta di mantenere la riservatezza per non compromettere l'inchiesta interna al fine di acquisire elementi probatori» e che fin da subito, come già dichiarato a luglio, ha sollecitato in prima persona «di procedere speditamente con la denuncia agli organi competenti». Mentre come Ente, il Comune è venuto «conoscenza dei primi elementi formali solo il 16 giugno, tramite i documenti del bilancio 2024 predisposti per l’Assemblea dei soci del 30 giugno». Mezzetti ha spiegato che «dalle informazioni acquisite dall’Agenzia, risulta che la ex dipendente disponesse delle credenziali per accedere all’home banking e predisporre i bonifici», mentre l’autorizzazione spettava al direttore, unico titolare delle credenziali. Relativamente al fatto che le anomalie sono emerse con tanto ritardo, il sindaco ha ricordato come lo stesso revisore dei conti dell’agenzia abbia spiegato alla stampa che «nell’ambito dei controlli a campione svolti dal momento in cui ha assunto l’incarico, nel 2023, non erano emerse irregolarità». Solo le «verifiche successive all’emersione dei primi casi sospetti hanno evidenziato diverse anomalie e artifici contabili, attraverso i quali la ex dipendente avrebbe occultato i reali movimenti, impedendone la rilevazione da parte degli organi di controllo». Mezzetti ha poi aggiunto che «l’operatività dell’ufficio amministrativo era concentrata quasi esclusivamente sulla ex dipendente e che è indubbio che ciò abbia determinato un’eccessiva concentrazione di compiti e responsabilità in capo a un’unica figura, che gestiva in autonomia scritture contabili, tesoreria e cassa».
Ricordando, inoltre, che il Collegio sindacale non svolge attività di revisore legale ma di vigilanza, il sindaco ha specificato, come richiesto dall’interrogante, i compensi del revisore dei conti (7.500 euro lordi all’anno) e dei membri del Collegio sindacale: 6.000 euro lordi all’anno per il presidente e 4.000 per ogni componente. Ha poi sottolineato che il revisore non ha mai avuto altri incarichi da parte del Comune di Modena. Mezzetti ha anche chiarito che il Comune non ha diritto di accesso ad informazioni contabili di dettaglio, specificando inoltre che non esiste una «correlazione tra le risorse sottratte e gli standard qualitativi del servizio di traporto pubblico». Passando alle richieste relative al percorso intrapreso affinché situazioni del genere non si ripresentino, il sindaco ha ricordato che il 14 agosto è stato affidato «un incarico per dotare l'Agenzia di un modello 231 di organizzazione e controllo che sarà implementato entro la fine del corrente anno, unitamente alla definizione del nuovo piano anticorruzione e trasparenza 2026/2028». «Inoltre – ha proseguito Mezzetti – è in fase di stesura un regolamento finanziario interno per disciplinare nel dettaglio le attività relative alla gestione amministrativa e contabile, è in fase di aggiornamento il Codice etico esistente, con l'istituzione di un Comitato etico, ed è allo studio da parte della Società l'ipotesi di una revisione dello Statuto e di una revisione dell'organigramma della struttura, anche al fine di garantire controlli più efficaci e stringenti». «Fino ad oggi – ha aggiunto - il Comune ha esercitato tutti i poteri affidatigli dalle leggi ma è evidente che a fronte dei fatti emersi questi non si sono rivelati sufficienti a prevenire condotte come quelle che stiamo esaminando. Per questo motivo l’Amministrazione comunale intende essere ulteriormente parte attiva e promuovere l’adozione di un pacchetto di nuove misure organizzative e di controllo che rafforzino la trasparenza e la responsabilità gestionale nelle società partecipate: regole di vigilanza più efficaci; piani anticorruzione e trasparenza; regole finanziarie più chiare». Il sindaco ha poi spiegato che, al momento, nel «rispetto dell’attività giudiziaria», non è stato ritenuto necessario richiedere copia della denuncia che verrà acquisita, eventualmente, alla conclusione delle indagini. «Alla luce delle conclusioni delle indagini penali e contabili – ha concluso Mezzetti - Il Comune, in quanto parte lesa, si costituirà parte civile».
